Niko Pandetta arrestato a Milano. Cantava: “Maresciallo non ci prendi”

Il 13 Giugno, il Sindaco di San Cesareo Alessandra Sabelli, aveva annullato tre date previste nel comune. Nipote di Salvatore Cappello detto “Turi”, boss di Cosa Nostra del catanese, è stato arrestato a Quarto Oggiaro, per spaccio di sostanze stupefacenti, evasione e sottrazione alla cattura.
Niko Pandetta
Niko Pandetta San Cesareo
Il 12 Ottobre il Tribunale di Catania ha emesso un ordine di carcerazione a 4 anni e mezzo, per spaccio, evasione e sottrazione alla cattura nei confronti di Niko Pandetta, all’anagrafe Vincenzo Pandetta, 31 anni.

Quando gli uomini della Polizia di Stato sono andati a cercarlo presso il domicilio, non lo hanno trovato. E’ stato rintracciato, seguendo la scia dei suoi post social (i tag e le registrazioni lo davano a Milano) e le tracce del suo entourage.

Nonostante alcune prefetture gli abbiano più volte impedito di tenere concerti live, proprio per alcuni testi inneggianti allo stile di vita mafioso, Pandetta è un frequentatore assiduo di Milano e dei suoi locali. L’ultima apparizione pubblica in città, durante il derby del 3 Settembre,  in Curva Sud tra gli ultrà del Milan.

Gli uomini della Prima sezione della squadra Mobile che si occupano di criminalità organizzata e latitanti, diretti da Marco Calì e Nicola Lelario, lo rintracciano presso un B&B di via Francesco Paolo Michetti, alla Bovisa, insieme al manager albanese di 33 anni.

Lo attendono all’esterno, fino a quando non lo vedono uscire insieme ad un uomo di 38 anni. Lo seguono per alcuni chilometri, poi approfittando di un incolonnamento ad un semaforo tra via Lessona e via Aldini a Quarto Oggiaro, fermano i due uomini.

Sorpreso, ha seguito gli agenti in questura, dove gli è stato notificato l’arresto.

Agli agenti avrebbe detto che sarebbe tornato presto a Catania per consegnarsi e di essere arrivato a Milano per firmare un contratto milionario. Nella borsa del cantante sono stati trovati 12mila euro in contanti.

In uno dei tanti post social di questi giorni, Pandetta aveva scritto: “Sono abituato agli spazi stretti, alle case piccole, alle celle, alla scena italiana. Quando tornerò là mi porterò il vostro affetto. Da dentro vi darò nuova musica. Uscirò e mi vedrete più forte di prima”.

Un inizio di carriera irrequieto, una vita al di sopra delle righe. Al suo esordio dedica alcuni versi allo zio boss del catanese, “Turi” Cappello, sottoposto al al regime speciale di detenzione 41 bis dal 1993.

Ma la canzone che riscuote più successo è “Pistole nella Fendi“, un vero tormentone social, con 17 milioni di stream e un disco d’oro, nella quale canta:

“[…] Maresciallo, non ci prendiUn’ora sei stipendiSono con la mia fam’Dentro al club, coca e rumCompro tre appartamentiPago in pezzi da ventiÈ tutto total blackSia il Moncler che il mio tour […]”

Non è un caso, ovviamente. Pandetta detiene numeri social da capogiro: 709mila follower su Instagram, 400mila su Tik Tok, e proprio sui social promuove le proprie hit, spesso come quest’ultima.
Al loro interno, continui rimandi al traffico di droga, all’omertà (spesso scambiata per onore) all’odio e all’avversione verso le forze dell’ordine, derise come in quest’ultimo testo.

Leggi anche:

San Cesareo, no ai concerti del cantante neomelodico Niko Pandetta

 

Pubblicato da Matteo Palamidesse

Vicedirettore di Numerozero, giornalista dal 2006 con la grande passione per la fotografia. Metà casa in Italia, metà in Etiopia. Divide la sua vita tra lavoro, famiglia ed amici (pochi ma buoni).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *