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Libera lancia l’allarme: “Le bombe tra Roma e provincia: è guerra di criminalità”

L'associazione antimafia denuncia l'escalation di quattro attentati in cinque giorni, lega

Una scia di attentati dinamitardi che scuote Roma e provincia e riaccende i riflettori sulla presenza della criminalità organizzata alle porte della Capitale.

bomba

L’associazione anti-mafia Libera lancia l’allarme parlando apertamente di una vera e propria «guerra di criminalità» in atto sul territorio. La denuncia fa seguito all’esplosione di ben quattro ordigni in meno di una settimana, una sequenza ravvicinata che delinea una strategia criminale volta al controllo del territorio e all’intimidazione commerciale.
Sebbene l’ultimo grave episodio in ordine di tempo sia stato registrato sul litorale di Ostia, dove la deflagrazione ha causato il ferimento di due persone e l’evacuazione di un intero condominio, le indagini e l’allarme sociale si estendono con forza verso l’interno.
I precedenti boati hanno infatti toccato da vicino Ciampino e, in modo particolare, il quadrante strategico di Roma Est, sviluppandosi lungo le storiche direttrici della via Casilina e della via Prenestina.
Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti e dell’associazione Libera sono finiti i cosiddetti “comuni cerniera” tra l’area metropolitana e la provincia profonda, storicamente appetibili per il riciclaggio di denaro e le attività commerciali.
L’ombra del racket dell’estorsione e del controllo dei mercati illeciti, in primis il traffico di stupefacenti, si fa sempre più densa. Secondo l’analisi di Libera, l’utilizzo di materiale esplosivo non rappresenta un fatto isolato o micro-criminale, bensì il segnale inequivocabile di messaggi inviati tra clan rivali o di pesanti avvertimenti diretti a operatori economici locali che si rifiutano di piegarsi alle richieste estorsive.

Sul caso è intervenuto Giampiero Cioffredi, referente Libera Lazio sulle bombe criminali che colpiscono la Capitale: “Quattro bombe negli ultimi cinque giorni: nella Capitale è in atto una vera e propria guerra criminale. Non si può più parlare di semplice emergenza, ma di un radicamento ormai consolidato. Da tempo Roma e il Lazio si affermano sempre più come un laboratorio unico in Italia, caratterizzato dalla coesistenza di mafie tradizionali, clan autoctoni (già riconosciuti come mafiosi da sentenze della Cassazione), mafie straniere e gruppi criminali locali che gestiscono le piazze di spaccio. Un mix criminale che tiene in ostaggio interi quartieri della città”.

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