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La crisi occupazionale di Villa Luana approda alla Pisana in audizione

A tre anni dall’apertura della crisi occupazionale, la vertenza della Casa di Cura priva

A tre anni dall’apertura della crisi occupazionale, la vertenza della Casa di Cura privata Villa Luana di Poli torna al centro del confronto istituzionale in Regione Lazio.

Si è svolta alla Pisana, un’audizione congiunta delle Commissioni consiliari Lavoro e Sanità del Consiglio regionale, che ha visto un confronto tra consiglieri regionali, il sindaco di Poli, Federico Mariani, insieme all’assessore ai lavori pubblici Nando Cascioli e al consigliere Americo Giubilei, le organizzazioni sindacali e la proprietà della struttura, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per evitare i licenziamenti e garantire la continuità dell’unico presidio sanitario presente sul territorio.

Coordinato dal presidente della Commissione lavoro, Angelo Tripodi, e dal vicepresidente della Commissione Sanità, Rodolfo Lena l’incontro ha visto gli interventi, tra gli altri, dei consiglieri regionali Eleonora Mattia e Massimiliano Valeriani (Partito Democratico), Giorgio Simeoni (Forza Italia), Luciano Crea (Lista Rocca) e Laura Cartaginese (Lega), tutti concordi nel sottolineare la necessità di salvaguardare i livelli occupazionali e il ruolo sanitario della struttura.

Nel corso dell’audizione, la proprietà della struttura, rappresentata dal legale Emilio Innocenzi, ha illustrato gli impegni assunti per ridurre il numero degli esuberi, puntando sulla riqualificazione del personale in possesso di titoli utili per l’area sanitaria, sull’esternalizzazione di alcuni servizi e sulla possibile ricollocazione di parte dei lavoratori in altre strutture del gruppo.

Più critica la posizione delle organizzazioni sindacali. Roberto Scali, della Fp Cgil, ha ricordato come da tre anni i lavoratori sostengano il peso degli ammortizzatori sociali senza che sia mai stato presentato un piano industriale in grado di delineare prospettive certe di riassorbimento del personale.

Posizione condivisa da Jessica Antonelli (Cisl), Dante Armati (Uil), Gianluca Gaeta (Ugl) e Andrea Bonanni (Fials), che hanno chiesto maggiore trasparenza sul piano industriale e sollecitato la Regione a valutare l’ampliamento degli accreditamenti, ritenuto un passaggio fondamentale per garantire la sostenibilità della struttura e la tutela dell’occupazione. I sindacati hanno infine evidenziato le difficoltà di ricollocazione in un territorio fragile dal punto di vista occupazionale e carente di servizi alternativi.

Il sindaco di Poli, Federico Mariani, ha rimarcato come, ad un anno dall’ultima audizione regionale, non si siano registrati progressi significativi: “Ci ritroviamo qui dopo quasi un anno – ha dichiarato – e devo constatare che purtroppo non è cambiato praticamente nulla. Il piano industriale non è un documento formale ma lo strumento attraverso cui la proprietà avrebbe dovuto indicare una visione, una prospettiva, un progetto per il futuro della struttura”.

Mariani ha ribadito il ruolo strategico di Villa Luana, non solo per Poli, ma per un bacino territoriale che comprende la Valle dell’Aniene, l’area dei Castelli Romani e gran parte della provincia di Roma.

“Parliamo di un presidio che serve un bacino enorme – ha aggiunto – e che potrebbe essere rilanciato definitivamente. Oggi ha 120 posti letto, 20 di riabilitazione e 10 di dialisi, ma crediamo che, se ci fossero le condizioni, la struttura potrebbe crescere ulteriormente, anche attraverso l’aumento dei posti letto e il potenziamento dei servizi”.

Il sindaco ha quindi richiamato la responsabilità condivisa delle istituzioni. Da un lato la necessità di valutare tutte le possibilità di ricollocazione interna del personale amministrativo in possesso di titoli, dall’altro il ruolo della Regione nel sostenere il rilancio della clinica attraverso politiche di accreditamento coerenti con i bisogni sanitari del territorio.

“Sono passati tre anni di cassa integrazione – ha concluso Mariani – e siamo arrivati alla scadenza naturale degli ammortizzatori. Credo che oggi sia il momento di assumere decisioni importanti, tutelando i posti di lavoro e rilanciando anche la struttura”.

A chiudere la seduta, il presidente della Commissione Lavoro, Angelo Tripodi, ha parlato di “un’importante apertura da parte della proprietà”, sottolineando tuttavia la necessità di verificare in concreto gli impegni assunti.

L’assessore regionale al Lavoro, Giuseppe Schiboni, ha confermato la disponibilità ad attivare un tavolo tecnico immediato, mentre è stata formalizzata una nuova convocazione in Regione entro quindici giorni, per approfondire le proposte emerse e individuare soluzioni condivise in grado di evitare i licenziamenti.

Il Comune di Poli, che negli anni ha più volte sollecitato la Regione a un confronto strutturato, conferma la propria presenza a tutti i tavoli istituzionali e ribadisce la centralità della tutela occupazionale e della continuità del presidio sanitario sull’intero territorio.

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