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Cronaca

Genazzano, gli infioratori replicano a Mons. Domenico Sigalini

Pochi giorni fa, il Vescovo di Palestrina, S.E. Mons. Domenico Sigalini, in un comunicato (LEGGI) rilasciato sul sito della Diocesi, aveva ammonito gli informatori ed i presbiteri di Genazzano per un disegno realizzato nel tappeto, che “ha messo sullo stesso piano le unioni civili gay e lesbiche con la famiglia composta da papà e mamma”. 

Mons. Domenico Sigalini, prende le distanze dai presbiteri di Genazzano per la scelta effettuata e ammonisce gli infioratori: “prima di definire il percorso di qualsiasi processione sulle infiorate siano visionati e approvati i disegni su cui passa il Santissimo, come previsto dal Direttorio sulla Pietà Popolare della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Libertà ai cittadini di esprimere le proprie idee, ma non di carpire consenso strumentalizzando una processione liturgica o cristiana”.

Arriva presto la risposta al comunicato, che riceviamo e pubblichiamo.

Il vero peccato è l’assenza di amore.

Questa massima di Don Andrea Gallo racconta al meglio il soggetto del quadro (che poi veramente è un piccolo schizzo senza ambizioni artistiche , di quadri veri ce ne sono ogni anno e umilmente non ci sentiamo a quel livello) incriminato dell’ Infiorata 2016. 

Cosa c’è di meglio che rappresentare tre tra le infinite declinazioni dell’amore, per il cammino del cristo morente che sull’amore incondizionato ha fondato il suo vangelo?

Tuttavia siamo contenti che questa piccola rappresentazione abbia suscitato curiosità, confronto, scandalo, approvazione, discussione.

Era questo il nostro auspicio: crediamo che una comunità viva sia una comunità che confligge , che discute, che si anima e prende parte e non cerchiamo di carpire il consenso di nessuno, facciamo solo modesta opera di domanda e riflessione; dopo tutto è anche questa la funzione che l’infiorata genazzanese ha svolto e continua a svolgere per quelli che si accucciano la notte, per coloro che la vengono a visitare la mattina, per chi la attraversa vestito il pomeriggio: mettere in scena (in senso fisico e figurato) le idee, i corpi, le istanze , l’appartenenza della nostra comunità.

A coloro che vorrebbero insegnarci qual’è la famiglia giusta, normale, santa e benedetta suggeriamo di guardare attentamente proprio a quella di Gesù: una madre molto giovane che lo concepisce non con il proprio marito , un padre anziano che accoglie un bambino non suo tra la già numerosa prole, un’ amica e compagna di vita prostituta: in tutto ciò noi non vi scorgiamo nulla di cosidetto normale ma solamente un grande quantitativo di amore e cura, che poi è quello che conta in una famiglia.

A chi invece minaccia Commissioni inquisitive su le future infiorate consigliamo di non spegnere il miracolo spontaneo e faticoso che si riproduce ogni anno la notte del primo sabato di luglio.

Il passaggio del Cristo e di tutta la processione saranno sempre i benvenuti sui nostri tappeti e sui nostri quadri; ciò che non passerà mai sull’infiorata sarà il razzismo, l’intolleranza, l’oscurantismo.

Ringraziamo col cuore i presbiteri per la disobbedienza dovuta. Con la presente chiediamo anche al vescovo offeso e rammaricato (e ce ne dispiace) di invitare Papa Francesco alla prossima infiorata per disegnare con noi. 

#loveisneverwrong

 

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2 commenti

Vittorio Salvati Luglio 8, 2016 at 12:33 pm

Ma non bastava un grosso, grossissimo VAFFANCULO?

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Matteo Palamidesse Luglio 8, 2016 at 12:37 pm

Salve Sig. Vittorio. Chiediamo a tutti i lettori di utilizzare un linguaggio adeguato, qualunque sia l’opinione su ciò che si porta alla luce attraverso i nostri articoli.
Credo, da autore dell’articolo in questione, che una risposta articolata, come quella data dagli infioratori di Genazzano sia una risposta degna in forma e sostanza.
Cordiali saluti.
Matteo Palamidesse

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