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Frode da 24 milioni tra Velletri e Zagarolo: smantellata la rete delle fatture false, spunta un tesoro nel biliardo

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Un vero e proprio terremoto giudiziario scuote il territorio dei Castelli Romani e dell’area prenestina. Una mastodontica operazione della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri, ha smantellato un collaudato e sofisticato sistema di frode fiscale “chiavi in mano”. Il bilancio parla di un decreto di sequestro complessivo da 13 milioni di euro, con beni per oltre 4,5 milioni già messi sotto chiave dai militari del Comando Provinciale di Roma.
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Immagine di repertorio
L’indagine, partita nel 2023, ha visto in prima linea i finanzieri della Compagnia di Nettuno, supportati dallo S.C.I.C.O. e dalle unità cinofile “cash dog” di Fiumicino. I reati contestati a vario titolo a 48 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche, sono pesantissimi: associazione per delinquere, dichiarazione fraudolenta, indebita compensazione di crediti fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio.
Al centro del network criminale, radicato tra le province di Roma e Latina, vi erano 64 società “cartiere” (attive in edilizia, telefonia e commercio) che emettevano fatture false per operazioni inesistenti per oltre 24 milioni di euro, generando un’evasione d’imposta superiore ai 4 milioni.
A questo si aggiungeva la creazione di ben 23 milioni di crediti fiscali fittizi per agevolazioni alle imprese e investimenti nel Mezzogiorno, di cui 1,5 milioni già usati in F24 per azzerare i debiti reali.
Il meccanismo era oliato: i clienti pagavano le fatture false, il denaro passava su conti di prestanome e poi tornava in contanti ai beneficiari, decurtato della commissione per il servizio illecito.
I proventi illeciti venivano metodicamente riciclati nell’economia legale e nel lusso. Tra i beni già sottoposti a vincolo spiccano quote societarie, auto di grossa cilindrata, moto d’epoca, un’imbarcazione da diporto e immobili di pregio, tra cui una villa con piscina e un capannone industriale.
I successivi blitz sul territorio hanno portato al sequestro di altri 9 immobili dislocati nei comuni di Roma, Cisterna di Latina, Ariccia, Zagarolo, Fonte Nuova e Riofreddo, oltre a 32 veicoli e 5 macchinari industriali per un valore stimato in altri 3 milioni di euro.
L’ispezione al tavolo da biliardo con la sonda videoscopica
Il dettaglio più clamoroso è emerso durante una perquisizione domiciliare. Come spiegato dal comandante Diego Abbatiello, i finanzieri, sospettando la presenza di beni nascosti, hanno ispezionato capillarmente le intercapedini delle abitazioni.
Grazie all’uso di sonde videoscopiche flessibili, l’attenzione si è concentrata su un tavolo da biliardo: al suo interno era occultato un tesoro composto da 100 mila euro in contanti, preziosi e decine di orologi di lusso per un valore di mercato di oltre 300 mila euro.
Nello stesso contesto sono state sequestrate 84 cartucce calibro 6,35, facendo scattare una denuncia per detenzione illegale di munizioni. Infine, l’inchiesta ha svelato la percezione indebita di 80 mila euro di disoccupazione NASpI tramite fittizi contratti di lavoro con le cartiere.
Le indagini proseguono sui conti correnti, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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