Auto nella notte davanti alla Festa dell’Unità di Valmontone: maschera di Hitler e gesto della pistola. Caccia agli autori
Una maschera di Adolf Hitler, un’auto che rallenta davanti all’area della Festa dell’Unità e un gesto che simula una pistola puntata verso alcuni volontari. È quanto accaduto l’altra notte, al termine della prima serata della manifestazione politica di Valmontone, un episodio che ha immediatamente sollevato polemiche e acceso l’attenzione delle istituzioni.
Secondo il racconto degli organizzatori, quando la festa stava ormai chiudendo i battenti e sul posto erano rimasti alcuni volontari intenti nelle ultime operazioni, un gruppo di giovani a bordo di un’auto avrebbe inscenato un gesto ritenuto intimidatorio. A colpire non è stato soltanto il segno della mano rivolto verso i presenti, ma soprattutto la presenza di una maschera raffigurante Hitler, simbolo che gli organizzatori interpretano come un chiaro richiamo all’ideologia nazista.
Un episodio che il comitato della Festa dell’Unità non intende liquidare come una semplice bravata. In una nota diffusa poche ore dopo, gli organizzatori parlano apertamente di una «intimidazione fascista», sottolineando come la scelta di determinati simboli non possa essere considerata casuale.
Nonostante l’accaduto, la manifestazione è proseguita regolarmente, rivendicando il carattere popolare dell’evento e la volontà di non lasciarsi intimidire.
La vicenda ha provocato anche la reazione del sindaco di Valmontone, Veronica Bernabei, che ha definito l’accaduto un fatto «simbolicamente grave» da condannare senza esitazioni. Il primo cittadino ha espresso solidarietà ai volontari coinvolti, evidenziando come il gesto della pistola simulata e la maschera di Hitler rappresentino un chiaro messaggio intimidatorio.
Ma c’è un elemento che rende la storia ancora più interessante e che potrebbe presto portare a sviluppi concreti. Secondo quanto riferito dal sindaco, infatti, la Polizia Locale starebbe già analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona per identificare i responsabili. Un lavoro che potrebbe consentire di ricostruire con precisione i movimenti dell’auto e l’identità delle persone a bordo.
“A chi ieri notte ha cercato di intimidire i volontari della Festa dell’Unità di Valmontone, – scrive Eleonora Mattia – voglio dire una cosa chiara: avete totalmente sbagliato obiettivo. L’intimidazione è il riflesso di chi non ha argomenti e ha paura di vedere le persone unite. I nostri volontari, le nostre volontarie sono cittadini, cittadine e giovani che donano il loro tempo per costruire comunità. La generosità non si lascia spaventare. Vi rispondiamo con la forza del nostro sorriso che non è ingenuità ma un atto politico di resistenza”.
Solidarietà è stata espressa anche dalla consigliera comunale di Fdi, Giorgia Bellotti: “La violenza, l’intimidazione e ogni richiamo ai totalitarismi – afferma – non possono trovare spazio nella nostra comunità. Mai. Esprimo solidarietà e vicinanza ai volontari della Festa dell’Unità di Valmontone per il grave episodio che li ha coinvolti. Al di là delle appartenenze politiche, ci sono valori che devono unire tutti: il rispetto della persona, il confronto democratico e il rifiuto di ogni forma di odio, violenza e intimidazione. Nessuno deve sentirsi minacciato o intimidito per le proprie idee o per il proprio impegno politico. La democrazia si difende con il dialogo, con il rispetto e con la forza delle proprie convinzioni, mai con gesti che richiamano le pagine più buie della storia”.
Nel frattempo, la Festa dell’Unità ha continuato il suo programma senza modifiche. Tra stand, dibattiti e iniziative pubbliche, i volontari hanno scelto di andare avanti come segnale di risposta all’accaduto. Resta però l’interrogativo che ora attraversa la comunità locale: si è trattato soltanto di una provocazione studiata per attirare attenzione o di un gesto dal significato politico più profondo?
La risposta potrebbe arrivare nei prossimi giorni dalle indagini. Intanto, a Valmontone, quella che doveva essere soltanto la prima serata di una festa estiva si è trasformata in un caso che sta facendo discutere ben oltre i confini cittadini.

