Valle del Sacco, storica sentenza del Consiglio di Stato: la Caffaro, l’azienda che ha contaminato i siti industriali, dovrà bonificare un’area di 6 ettari.
A ricostruire la vicenda, Pierluigi Sanna, sindaco di Colleferro, sui social. Già nel 2018 ci occupammo della Sentenza del Consiglio di Stato, che di fatto respinse la richiesta del Ministero dell’Ambiente, di far bonificare alle società finanziarie a capo dell’azienda chimica (Bios, Hopa, Ge-Capital, Monte Paschi Siena, Unipol, Sorin) di pagare per la bonifica dell’area.
Colleferro. ” Quella di ieri è stata una giornata storica per la nostra comunità, il Consiglio di Stato ha confermato la responsabilità diretta della Caffaro srl nella contaminazione dei siti industriali della nostra città, nell’area “Benzoino/Derivati” e “Chetoni/Fenilglicina”, per un totale di circa 6 ettari. Questa sentenza è un importante passo avanti nella tutela della salute dei nostri cittadini e dell’ambiente che ci circonda – affermato il Sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna.
L’organo giurisdizionale ha confermato la legittimità dell’ordine di messa in sicurezza e di bonifica dei due siti presso cui la Caffaro s.r.l. ha prodotto sostanze chimiche che, secondo quanto emerso dalle verifiche istruttorie, hanno gravemente inquinato la falda acquifera ed i terreni del bacino fluviale del Sacco.
Nei terreni è stata riscontrata la presenza di inquinati HCH riconducibili alla lavorazione del lindano, un pesticida prodotto appunto dalla stessa Caffaro.
Proprio come abbiamo fatto in passato per contrastare la decisione di Italcementi di bruciare nei propri forni materiali derivanti dai rifiuti, ci siamo costituiti nel giudizio davanti al Consiglio di Stato per proteggere gli interessi della nostra popolazione.
Siamo convinti che la salute sia un bene irrinunciabile, e che non vogliamo fare compromesso alcuno in questo senso.
Continueremo a lottare per garantire un ambiente sicuro e salutare per tutti i nostri concittadini, perché crediamo che sia un diritto fondamentale di ogni persona.
Caffaro è stata condannata a pagare nei confronti del nostro Comune anche le spese legali del giudizio pari a €. 5.000,00, oltre gli oneri di legge – aggiunge Sanna sui social.
Vigileremo con la massima attenzione e fermezza sulla società in liquidazione e amministrazione straordinaria, per garantire che il sito industriale venga bonificato come richiesto. Non possiamo più accettare ricatti occupazionali che mettono a rischio la salute dei nostri cittadini.
La nostra città merita rispetto e non ci fermeremo finché non avremo ottenuto il massimo impegno per garantire la sicurezza del nostro ambiente e della nostra comunità”.
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