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Caos Roma, Di Maio sapeva: la mail della Taverna, gli sms del direttorio

ANSA/ANGELO CARCONI

Dal 5 Agosto Di Maio sapeva dell’indagine della Muraro. Lo scoop de Il Messaggero porta alla luce una mail inviata dalla Taverna nella quale vi è l’informativa, con la richiesta di farlo sapere al direttorio.

Luigi Di Maio era a conoscenza da più di un mese dell’indagine nella quale è coinvolta la Muraro. La Taverna, in una mail datata 5 Agosto informa il Vicepresidente della Camera dell’accaduto, cosa fino ad oggi negata invece dal deputato del M5s.

La mail si divide in due punti: nel primo la Taverna illustra la questione della rimozione di Marra.

Taverna precisa con richiesta di informare il resto del direttorio, ma proprio in queste ore Carla Ruocco, Carlo Sibilia e Roberto Fico hanno dichiarato in più di qualche occasione di non esserne venuti a conoscenza.

Un’altra inchiesta portata avanti da La Repubblica è in grado di documentare come il 4 di Agosto la cabina di regia abbia comunicato a Di Maio, attraverso una serie di sms, la situazione della Muraro. A scrivere a Di Maio la Taverna e Fabio Massimo Castaldo l’altro membro del direttorio romano.

Di Maio, dopo aver appurato la posizione della Muraro, chiede: ” Posso almeno sapere se il 335 è pulito o no?”. La Taverna risponde: ” No, non è pulito”.

Proprio in quelle ore il Vicepresidente della Camera si affretta a comunicare ai media quanto segue: “La nostra colpa a Roma è non avere risolto in venti giorni le emergenze create dai partiti in vent’anni “.

“Virginia e tutti gli assessori stanno lavorando a testa bassa per restituire ai romani una città pulita, ordinata, funzionante, viva e risolvere i danni lasciati da venti anni di mala politica”.

Solo un modo per sviare quanto già sotto la lente di ingrandimento?

Alcuni membri del Movimento oggi si chiedono se il direttorio sia stato informato da Di Maio dell’accaduto, cosa a molti dubbia, viste le reazioni di alcuni suoi membri; a sostegno della tesi il fatto che lo stesso torna alla carica solo il 1 Settembre, ricordando a tutti la guerra che il Movimento sta facendo ai “poteri forti” di Roma: “Subiremo altri attacchi, perché ci siamo inimicati le lobby dell’acqua, dei rifiuti e delle Olimpiadi”.

La stessa affermazione l’ha ripresa oggi da Di Battista, di ritorno dal suo tour in vespa, affermazione che risulta però ormai oltre che in ritardo anche fuori luogo, viste le critiche attiratesi e l’ira tutta interna al movimento per l’accaduto.

A parte i fatti, ad oggi la cosa grave risulta che a 90 giorni dalle elezioni Roma ancora non abbia una giunta operativa, ma sia invischiata in dinamiche che oltre a ledere l’immagine del movimento, bloccano la città già immersa in problemi giganteschi.

La querelle non si spegnerà con così poco tempo, il rischio serio per il Movimento è quello di rimetterci la faccia oltre che il Comune. La Raggi cerca disperatamente di rimettere assieme i cocci, quelli di una giunta che oggi, il direttorio nazionale, vorrebbe pressoché azzerata con cambi al vertice di cinque poltrone.

Photo credit: ANSA/ANGELO CARCONI

 

 

 

 

 

 

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