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Bella festa al Palaiaia nel ricordo di Gigi Stellani

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Organizzato dagli amici storici, con l’assessorato allo sport, si è svolto ieri l’evento di celebrazione per ricordare Gigi Stellani, fondatore del Basket Palestrina

di Massimiliano Rosicarelli

Ci sono momenti nella storia cittadina in cui la necessità si trasforma in pura genialità, cambiando per sempre la cultura popolare. È successo, come raccontano i nostri padri, nel 1962 a Palestrina, con il fondatore della pallacanestro locale, quel Luigi Stellani ricordato doverosamente ieri sera al PalaIaia. Il parquet ha fatto gli onori di casa in occasione della sfida tra due realtà del basket italiano: Latina, allenata da Andrea Paccariè, mai dimenticato a Palestrina, e Avellino.

Alla presenza della famiglia di Luigi Stellani, di ex dirigenti e di cestisti che hanno onorato la casacca arancioverde, è stato celebrato il ricordo di “Gigi”, un uomo che ricevette un compito apparentemente semplice: trovare un’attività capace di coinvolgere, allenare e appassionare gli studenti di Palestrina, creando interesse e amore per la palla a spicchi. Un ruolo che richiama quello del giovane insegnante James Naismith, il padre della pallacanestro. La risposta a quel bisogno non fu un semplice passatempo temporaneo, ma l’inizio di una storia destinata a lasciare un segno profondo nella comunità prenestina.

Gigi ha amato Palestrina con passione sincera, prodigandosi sempre in consigli e suggerimenti: alcuni accolti e valorizzati nel tempo, altri rimasti purtroppo inascoltati. Ha creduto in una disciplina fondata sull’agilità, sulla precisione, sul rispetto e sul rifiuto della violenza fisica che caratterizzava altri sport dell’epoca.

Ricordare oggi Gigi Stellani significa celebrare il valore della semplicità, della dedizione e della visione. Il basket è diventato uno straordinario veicolo di inclusione sociale e una cultura capace di influenzare la musica, la moda e lo stile di vita di milioni di giovani in tutto il mondo. E a Palestrina dovrebbe tornare attuale quel motto che per anni ha accompagnato la passione sportiva della città: “Basket City è qui”.

Ogni volta che una palla spicca il volo verso il ferro, sia in un campetto del Parco Barberini sia sul rinnovato parquet del PalaIaia o della palestra Flacco, l’eco dell’opera di questo gentiluomo, che oggi ci osserva dal cielo, continua a risuonare. Perché Giggi non ha semplicemente contribuito alla nascita di un gioco a Palestrina: ha regalato a tutti noi un nuovo modo di sognare, sospesi a tre metri e cinque centimetri da terra. Grazie, Gigi.

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