La retrocessione della Pallacanestro Palestrina dalla serie B alla C è maturata ufficialmente mercoledì sera a Valmontone, a porte chiuse, contro l’Olimpia Castello Terme Bologna per 79 a 89.
Palestrina. Una sentenza che rappresenta uno dei momenti più dolorosi e significativi nella storia recente dello sport prenestino. Un epilogo amarissimo che impone riflessioni immediate e un’assunzione di responsabilità piena, sia da parte della società sportiva datata 1962 che nella città stessa, ferma nell’assistere alla moria dello sport locale per eccellenza senza muovere un dito.

Se è vero, come è vero, che quando una squadra retrocede non è per sfortuna bensì perché qualcosa non ha funzionato e gli errori sono evidenti.
Il Palestrina non è retrocesso per la gara di mercoledì sera ma al termine di un percorso costellato da una lunga serie di sconfitte consecutive, in una stagione dove, sapendo di non poter giocare al PalaIaia e con una rosa non all’altezza della categoria, forse sarebbe stato preferibile non partecipare alla B.
Lo sport non ammette alibi: i risultati parlano chiaro e vanno accettati con rispetto, anche quando fanno male, malissimo come avviene oggi a Palestrina. Impegno, molte energie, risorse importanti non sono mai mancate e sono state investite per ben 25 anni con la costruzione di squadre competitive in strutture solide inizialmente, dentro e fuori dal campo, salvo poi iniziare a scricchiolare e a cedere quando un’ordinanza comunale (del Commissario prefettizio) portò alla chiusura dell’impianto di via Pedemontana.
Oggi la retrocessione pesa sulle spalle di tutta la città, a livello sociale e di immagine, con un grosso punto interrogativo a cui le istituzioni e la società sportiva devono rispondere, magari dicendo entrambe la verità. La stagione era partita con buoni segnali sul parquet.
Si sono viste cose buone ma a pesare come un macigno è stato il fattore campo, con la Prima Squadra che spesso non sapeva dove allenarsi e, per un club di serie B, è stato difficoltoso allestire schemi e preparare al meglio le gare domenicali. Non è un alibi, sia chiaro, ma un handicap enorme, el completo silenzio della città.
Il periodo cupo incombe ancora di più con il comunicato della famiglia Cilia che lascia dopo 25 anni di attività e soddisfazioni perché – a loro dire – si è ritenuta abbandonata dalle istituzioni quando, al contrario, serviva davvero unire le forze tra società e Comune di Palestrina. Ora che è arrivata la retrocessione è chiaro che perde Palestrina, passata da Basket City a Basket niente.
La retrocessione brucia nelle strade del centro cittadino con Giovanni Pierluigi, nel 500esimo dalla nascita, che si ritrova imbarazzato in Piazza Margherita con uno sguardo a voler dire “Ma che mi avete combinato proprio quest’anno?”.
E’ la realtà vista dal Principe della Polifonia, una nota stonata di cui tutti dobbiamo esserne responsabili perché ci eravamo abituati bene, ad ammirare campioni e giocatori locali, senza comprendere che, privi di programmazione, non si avanti, senza certezze logistiche e privi di autorizzazioni e permessi-proroghe, senza investimenti economici si retrocede, con il dubbio di capire perché alcuni imprenditori di Palestrina scelgono ad esempio Guidonia per investire nello sport, portando la città tiburtina in serie C di calcio.
Ora si riparte. Perché il sole, sul Monte Ginestro, non è mai andato via. Anche nei momenti più duri, questa comunità non molla mai ed a saputo reagire con la determinazione di chi sa cosa significhi cadere ma, ancora di più, tornare dove si merita. Lo si deve alla nostra storia, alla nostra città ma ci si muova in fretta e a chi ogni giorno ci ricorda che questa maglia vale più di ogni categoria.
Solo un invito a chi ci governa: diteci davvero la verità sugli impianti sportivi cittadini perché di vederli tutti chiusi anche a settembre sarebbe davvero brutto, e non c’è categoria che tenga.
TABELLINO
PALESTRINA-OLIMPIA CASTELLO 79-89 (0-2)
IOBUS PALESTRINA: Rossi ne, Molinari 3, Ugolini 5, Arnaut 14, Cristofari 2, Yakimovski 2, Maiolo 26, Cilia, Mattarelli 20, Colagrossi 7. All. Cecconi
VIFERMECA OLIMPIA CASTELLO: S.Conti 23, Castellari 6, L.Conti, Grotti, Alberti 13, Angelillo 14, Biasich 6, Galletti 3, Garuti, Torri, Zhytaryuk 24. All. Zappi
Parziali: 24-18, 45-39, 63-63, 79-89
di Massimiliano Rosicarelli

