A San Cesareo è bastata un’ordinanza comunale per trasformare fave e piselli, innocui protagonisti delle tavole primaverili, in oggetto di un acceso dibattito pubblico (soprattutto social).
L’Amministrazione comunale, come fa ormai da qualche anno, ha vietato coltivazione e vendita di questi legumi in alcune vie del territorio per tutelare le persone affette da favismo, patologia che può essere scatenata persino dal polline.

Il provvedimento, firmato dalla sindaca Alessandra Sabelli, elenca una serie di strade considerate “sensibili”. L’assessore all’ambiente Stefano Sabbatucci ha spiegato che la mappa è stata tracciata sulla base delle segnalazioni delle famiglie interessate, ricordando che il divieto non è nuovo: “Lo facciamo da anni, ma quest’anno non capisco perché stia sollevando tante polemiche”.
L’ordinanza, che colpisce sia i terreni privati sia i negozi presenti nelle aree indicate, è stata pensata per evitare ogni esposizione al polline delle fave. Tuttavia, come spesso accade a San Cesareo, la comunità si è spaccata: da un lato chi applaude la misura come una scelta di tutela sanitaria, dall’altro agricoltori e residenti che parlano di un provvedimento esagerato. Qualcuno ironizza sui social: “Aspettiamo il divieto dei carciofi la prossima settimana o la chiusura delle pizzerie per tutelare i celiaci”.
Anche i commercianti non nascondono le loro preoccupazioni per l’arrivo della stagione delle fave, che rischia ora di essere… povera di fave.
L’ordinanza è già attiva e la polizia locale partirà con i controlli. Intanto, si discute sulla possibilità di un tavolo di confronto fra Comune, cittadini e produttori. Fino ad allora, a San Cesareo la primavera avrà un sapore un po’ diverso. E decisamente meno leguminoso.

