Una violenza che torna a colpire nello stesso luogo che, purtroppo, nel settembre 2020 divenne simbolo nazionale di brutalità gratuita: Largo Santa Caterina, lo stesso punto in cui venne ucciso a calci e pugni il giovane Willy Monteiro Duarte.
È qui che, nella notte del 16 gennaio, si è consumata una nuova aggressione ai danni di due ragazzi di 22 e 19 anni, entrambi di Fiuggi, colpiti con violenza durante un diverbio scaturito da motivi banali, apparentemente futili, legati a una discussione stradale.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Stazione di Colleferro, una 23enne di Labico, già nota alle forze dell’ordine, avrebbe aggredito fisicamente i due giovani insieme ad altri due complici non ancora identificati. Il 22enne ha riportato 35 giorni di prognosi, la 19enne 5 giorni, segno di un pestaggio tutt’altro che lieve.
Ciò che più colpisce è la dinamica immediatamente successiva: nonostante le ferite evidenti e il forte shock, i due giovani stavano lasciando il luogo dell’aggressione senza denunciare quanto accaduto. La paura, ancora una volta, sembrava avere preso il sopravvento. Un atteggiamento comprensibile ma che, inevitabilmente, parla della fragilità di chi subisce violenza in contesti dove episodi del genere hanno lasciato cicatrici profonde.

A intercettare l’auto con a bordo i due ragazzi è stata una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Colleferro, impegnata nei consueti controlli del fine settimana nella zona della movida. Solo grazie a questo intervento casuale ma provvidenziale, le vittime sono state soccorse, curate e messe in condizioni di raccontare l’accaduto. I militari, constatate le lesioni, hanno immediatamente allertato il 118 e avviato le prime indagini sul posto.
La successiva attività investigativa, condotta dai Carabinieri della Stazione di Colleferro, è stata complessa e approfondita: raccolta delle testimonianze, analisi delle immagini di videosorveglianza e ricostruzione minuziosa della dinamica. Tutto ciò ha permesso di individuare la 23enne come principale responsabile del pestaggio e di consolidare gli elementi a carico dei due complici ancora da identificare.
L’Arma ha già annunciato che richiederà l’emissione del Daspo urbano per i tre aggressori, una misura finalizzata a prevenire nuove condotte violente nelle aree più sensibili della città, specialmente quelle della movida.
L’episodio, per la sua collocazione e per l’età delle vittime, riaccende inevitabilmente un dolore mai sopito nella comunità di Colleferro. Largo Santa Caterina continua a essere un luogo dove la memoria pesa, e ogni nuova violenza sembra risvegliare il timore che tragedie già vissute possano ripetersi.
Questa aggressione rappresenta un campanello d’allarme che invita tutti – istituzioni, forze dell’ordine e giovani frequentatori della movida – a mantenere alta l’attenzione. La città continua a lavorare per un divertimento sicuro, ma gli episodi di violenza dimostrano quanto sia fragile l’equilibrio nelle ore notturne e quanto sia fondamentale denunciare subito, senza timore, ogni aggressione.
Per ora, le indagini proseguono. Ma il segnale è chiaro: Colleferro non vuole e non può permettere che il nome di Largo Santa Caterina torni a essere associato a gratuità e brutalità. La memoria di ciò che accadde a Willy resta viva, e proprio per questo ogni violenza in quel luogo assume un peso che va ben oltre il singolo episodio.

