Educare la cittadinanza a un uso consapevole del linguaggio per contrastare l’ostilità verbale e rafforzare il tessuto sociale locale. È questo l’obiettivo cardine del nuovo percorso formativo e culturale presentato ufficialmente nel borgo prenestino, un’iniziativa che mira a trasformare radicalmente le modalità di interazione quotidiana tra gli abitanti.
Castel San Pietro Romano. Il progetto, che si ispira direttamente ai dieci principi del manifesto della nota associazione “Parole O_Stili”, è il frutto di un lavoro sinergico che vede camminare insieme il Comune di Castel San Pietro Romano e il Museo Diffuso (MuDi), con il fondamentale finanziamento stanziato dalla Regione Lazio.
L’iniziativa punta a coinvolgere in modo capillare l’intero ecosistema del paese, partendo dalle associazioni di volontariato fino ad arrivare alle attività commerciali e ai singoli residenti. L’amministrazione punta a creare un vero e proprio patto di comunità incentrato sull’empatia, sulla capacità di ascolto e sull’abbattimento delle barriere comunicative.
Una declinazione pratica di questo nuovo approccio linguistico riguarderà da vicino la Protezione Civile locale. All’interno dei contesti emergenziali, infatti, la scelta delle parole non è mai neutra: una comunicazione trasparente, tempestiva e ponderata si rivela uno strumento operativo fondamentale per gestire il panico, coordinare i soccorsi sul campo e trasmettere indicazioni chiare alla popolazione.
Saper dosare i termini e mantenere un tono rassicurante permette di cementare il rapporto di fiducia tra i nuclei di soccorso e i cittadini nei momenti di massima criticità.
La campagna, che vedrà nei prossimi mesi l’attivazione di incontri e laboratori, parte da un presupposto chiaro: il benessere e l’inclusività di un territorio dipendono anche dalla qualità del dibattito pubblico e privato. Scegliere parole che uniscono anziché dividere rappresenta il primo passo per una crescita collettiva e per la tutela dei valori di solidarietà civica.






