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Virginia Raggi, sui nomi della nuova giunta interviene Beppe Grillo

Virignia Raggi con la fascia tricolore

Primi problemi per il neosindaco di Roma Virginia Raggi che ha dovuto rivedere alcuni nomi della sua Giunta. Ora, però, lasciatela governare.

L’elezione di Virginia Raggi a primo cittadino di Roma se dalla sua rappresenta una svolta epocale per la Capitale – è il primo sindaco donna della sua storia millenaria – dall’altra parte ha sollevato non pochi problemi di carattere per così dire, tecnico. Più di una volta mi sono posto la domanda chi o che cosa avrebbe governato veramente Roma e se la città avrebbe avuto un vero sindaco oppure un mero esecutore di ordini provenienti dall’alto senza particolare libertà.

Punto e a capo, a vedere i problemi di nomina all’interno della Giunta, il pensiero di cui sopra si è andato via via rafforzando, quando Beppe Grillo, cofondatore del Movimento 5 stelle, è intervenuto in prima persona per ricordare alla Raggi perché Raffaele Marra – condannato in primo grado a 5 anni e 3 mesi per abuso e falso ideologico – sia la persona meno indicata per la carica di vice-capo di gabinetto. Errori così macroscopici, Grillo lo sa bene, non sanno da fare quando i riflettori ti sono tutti puntati addosso.

Se ciò non bastasse, a inasprire – secondo i bene informati – i rapporti tra il direttorio romano – Roberta Lombardi in testa –  e il nuovo sindaco Virginia Raggi, ci sarebbe la mancata chiamata di Marcello De Vito in Giunta. Il già capo dell’opposizione ai tempi di Marino, nonché secondo per numero di preferenze alle recenti comunarie, invece di fare il vice-sindaco, potrebbe essere dirottato alla semplice guida del Consiglio Comunale. Una deroga alla tradizione grillina che sarebbe figlia di un non meglio precisato dossier nella mani di Virginia Raggi in base a quanto riferito dal collega Marco Lillo su Il Fatto Quotidiano.

Naturalmente De Vito ha smentito il tutto, parlando di tempi tecnici per la costituzione della nuova Giunta e su come in realtà tutto marci nel pieno regime di quanto la legge prevede. Questo per dire che per vederci qualcosa di strano anche noi bisogna avere in seno una buona dose di perversione; Marino ci mise 21 giorni per varare la propria squadra, mentre il commissario straordinario Tronca più di un mese.

Detto questo, spero solo che il nuovo sindaco di Roma Virginia Raggi possa dimostrare di essere il sindaco della svolta cui tutti auspicano. Per lo meno, che sia messa nelle condizioni almeno di provarci.

 

 

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