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Triplice omicidio a Roma, ancora si cerca il killer

Controlli alle frontiere, è caccia a Shahadat Hossain, 43enne bengalese sospettato di ave

Controlli alle frontiere, è caccia a Shahadat Hossain, 43enne bengalese sospettato di aver sterminato venerdì sera a colpi di mannaia una famiglia di connazionali a Roma.

Polizia e Carabinieri continuano le ricerche del killer che venerdì scorso ha sterminato una famiglia a Roma, in via Montiglio, nel quartiere di Casalotti.

Sotto controllo le fronteire e i luoghi abitualmente frequentati. Posti di blocco e controlli anche in città, nelle stazioni ferroviarie, dei bus, negli aeroporti. Sotto la lente di ingrandimento anche luoghi isolati, in provincia di Roma, l’ultima cella telefonica agganciata dal suo cellulare infatti risalirebbe alla notte tra venerdì e sabato, in una zona isolata, anche se non si esclude il gesto estremo.

Nel frattempo sono 70 le segnalazioni arrivate alle FF.OO. dopo la pubblicazione della foto segnaletica disposta dalla Procura, del presunto killer, identificato per Shahadat Hossain, nato in Bangladesh, il 10 maggio 1983.

La polizia è sulle tracce anche Din un amico dei due coniugi assassinati,

Hossain Shahadat
Hossain Shahadat (Polizia di Stato)
Triplice omicidio a Roma, ricercato un amico di famiglia
Triplice omicidio a Roma, ricercato un amico di famiglia (Ansa)

L’omicidio potrebbe essere inquadrato in un contesto di violenza di genere, questa è l’ipotesi che gli investigatori reputano più plausibile. Il killer avrebbe da tempo rivolto le sue attenzioni nei confronti della madre, 38enne e dopo un rifiuto avrebbe deciso di uccidere lei e la figlia Alicia di 8 anni mentre si trovavano in casa. Subito dopo si sarebbero presentati il padre ed il figlio maggiore Onion.L’assassino avrebbe atteso i due e avrebbe colpito mortalmente Kamal Udu, mentre il ragazzo sarebbe riuscito a fuggire, rimanendo ferito.

Chi è Hossain Shahadat

Hossain Shahadat è un cittadino bengalese del 1983, richiedente asilo (proprio il giorno della strage aveva ottenuto dalla Questura di Frosinone il riconoscimento dello status di rifugiato politico e il conseguente permesso di soggiorno).

Un uomo non muore da solo. Dovresti morire con i tuoi cari. Così nessuno deve soffrire per nessuno”, aveva scritto sulle proprie pagine social poco prima della strage.

Gli investigatori della Squadra Mobile di Roma stanno verificando ogni suo possibile spostamento. Le attività investigative interessano non solo Roma e la provincia di Frosinone, ma sono state estese anche all’estero, in particolare nel Regno Unito, dove l’uomo ha moglie e figli.

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