Dopo le minacce in Comune e i sei giorni di prognosi prescritti dal pronto soccorso di Colleferro, Pierluigi Sanna è tornato regolarmente al lavoro.

A minacciarlo, con frasi dure e violente, un 40 che – a quanto si apprende – occuperebbe abusivamente un alloggio Ater per il quale vorrebbe l’assegnazione. Un percorso burocratico e formale che non si ottiene di certo con urla e minacce. Anzi, le normative vigenti impediscono a chi occupa abusivamente un alloggio di avere uno in assegnazione.
La vicenda è avvenuta durante l’ultima Giunta comunale quando, sentendo urlare nei corridoi, Sanna è uscito dalla riunione trovandosi davanti l’uomo. Cercando di chiedere spiegazioni, si è visto il soggetto scagliarsi contro, praticamente faccia a faccia, con minacce di morte e di violenza. Trattenuto a fatica da chi era presente in Comune, l’uomo è stato poi allontanato e portato via dai carabinieri intervenuti e, dopo le formalità in caserma, rilasciato.
Nel frattempo, il sindaco Sanna ha avuto un malore ed è stato portato in ospedale, dove ha ricevuto sei giorni di prognosi. Subito dopo, il sindaco è passato in caserma, presentando formale denuncia contro il soggetto per per minacce, oltraggio, diffamazione e interruzione di pubblici uffici.
“La rappresentanza dello Stato in questo Paese – ha affermato Sanna a Fanpage – ha vari livelli: noi sindaci siamo i più esposti. Credo che vada riposta un’attenzione maggiore alla nostra tutela perché non abbiamo solo poche risorse e garanzie ma anche un’esposizione molto forte a rischi per la presenza diretta e sul territori”.
Immediata, sui social e personalmente, la mobilitazione di tantissimi sindaci e amministratori del territorio e della provincia di Roma che hanno espresso vicinanza e solidarietà a Sanna per l’aggressione subita.

