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Cronaca

Rapiti e gettati dal ponte: il giallo degli animali tra Valmontone e Paliano. Le indagini della Procura

Dopo Gemma ed Isacco, un corso ed un pastore maremmano rapiti a Valmontone e ritrovati in località Valle Pantano, presso i ruderi di “Mola dei Piscoli”; due giorni fa il ritrovamento di un altro animale, un montone, riverso nel ruscello, nello stesso posto dove fu ritrovato il re del caffè, Giovanni Palombini.
di Matteo Palamidesse

E’ la Procura della Repubblica, dietro a regolare denuncia a cercare di capire cosa accada nella zona. Il 26 Agosto, vicino i ruderi di Mola dei Piscoli, ai confini tra i comuni di Paliano e Genazzano, vengono ritrovati morti due cani, di grossa taglia, Gemma ed Isacco, un corso ed un pastore maremmano. E’ un ragazzo a dare l’allarme: durante la sua passeggiata, sentendo un odore forte, aveva rinvenuto i due cani proprio sotto il ponte.

Non due randagi -i cani era regolarmente microchippati- ma rapiti dalla loro abitazione e dalle cure della loro padrone, una ragazza di 19 anni che dopo la sparizione li aveva cercati ovunque, non arrivando però a pensare che fossero ad oltre 10 km di distanza dalla loro abitazione.

Una denuncia da parte della Lega per la difesa del cane, nel nome della Presidente Piera Rosati ha imposto alla Procura di Frosinone di procedere nelle indagini come se si trattasse di un omicidio di esseri umani (come ci viene spiegato, ai sensi dell’art. 544 bis del codice penale).

“Siamo immediatamente intervenuti recandoci sul posto, un luogo davvero isolato in aperta campagna” – ha affermato Emanuela Bignami, referente randagismo LNDC per la regione Lazio. “Sul posto ci sono ancora i ciuffi di pelo dei due animali, motivo per cui è probabile che siano stati trascinati sul ponte e, quindi, gettati da lì giù nel torrente”.

C’è da dire che i ritrovamenti sono strani, altrettanto i furti. Nelle prime ore si era ipotizzato il furto e l’uccisione degli animali per un atto di vendetta, ma la ragazza ha affermato di essere in buoni rapporti con tutti, anche con i pastori che le abitano vicino.

Mentre i cani giacciono nell’obitorio della Asl veterinaria di Anagni, in attesa di autopsia, si cerca di ricostruire la dinamica dei fatti.

Qualcuno è tornato sul ponticello ed ha buttato giù un montone. E’ stata la stessa mano che ha ucciso i due cani? Perché?

In zona molti cominciano a temere che la storia non sia quella che viene raccontata e che sotto invece vi sia altro. Ma cosa? Chi vi è dietro il furto e l’uccisione efferata degli animali? Sono forse sfide tra ragazzi? Poco probabile, vista la violenza del gesto. Un killer? Un gruppo di persone? Perché un gesto così crudele?

Certo il luogo ha assunto nel tempo non proprio una bella fama. Nella stessa zona fu ritrovato Giovanni Palombini, il re del caffè, portatovi da Laudovino De Sanctis detto “Lallo lo zoppo”, noto criminale romano, che tenne in scacco Roma e provincia per anni. Palombini venne tenuto in prigionia, ucciso, fotografato da morto e poi sotterrato nella zona.

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