A cinque anni dall’omicidio che ha sconvolto l’opinione pubblica, i giudici dovranno accogliere la richiesta della Procura generale, che chiede l’ergastolo, o meglio motivare la sentenza che concede le attenuanti generiche ai fratelli Bianchi.
Willy Monteiro. In primo grado i fratelli Marco e Gabriele Bianchi erano stati condannati all’ergastolo, ma i giudici della seconda Corte avevano ridotto la pena a 24 anni. Arrivato il processo in Cassazione, i giudici avevano disposto un nuovo appello (bis), proprio in merito alla concessione delle attenuanti generiche.
Niente di nuovo invece per Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, condannati rispettivamente a 21 e 23 anni di carcere, per i quali sono state confermate le condanne.
I giudici della Corte di Cassazione hanno motivato la richiesta di un appello bis in merito alle attenuanti generiche concesse ai fratelli Bianchi, per “l’analisi monca” e viziata da una “contraddittorietà interna”.
La riduzione di pena ha portato a ridurre la pena dall’ergastolo, comminato in primo grado, a 24 anni di reclusione poiché i due avrebbero agito senza intenzione di uccidere (“dolo intenzionale”) ma con “dolo eventuale”. Una motivazione che però i giudici hanno giudicato insufficiente e incompleta.
Willy Monteiro Duarte è stato ucciso a Colleferro, dopo essere intervenuto per sedare una rissa e difesa di un suo amico. Per l’omicidio sono stati accusati Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, e condannato in omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi.
L’autopsia sul corpo di Willy evidenziò una condizione di politraumi distribuiti tra torace, addome e collo che aveva causato un “grave shock traumatico”, portando all’arresto cardiaco.
Omicidio Willy Monteiro: niente ergastolo per i fratelli Bianchi

