In due anni saliti al 12% il numero dei cittadini che rinunciano a curarsi. Intanto, nel 2025, sparite dai radar 13 delle 135 Case di comunità previste
“In due anni, nel Lazio, sono raddoppiati i cittadini che rinunciano a curarsi, arrivando (secondo i dati Istat) al 12 per cento nel 2024. Una retrocessione per il diritto alla salute a cui, secondo Cittadinanza attiva e Fondazione Gimbe, hanno contribuito le liste d’attesa sovraccariche e la delegazione sistematica delle prestazioni da parte di Regioni come il Lazio alla sanità privata, pur di smaltire le richieste e rispettare i criteri del decreto nazionale”.

A denunciarlo è la consigliera regionale Pd Eleonora Mattia che precisa: “Un meccanismo perverso che dà il colpo di grazia alla sanità pubblica, dirotta risorse ai privati e fa quindi aumentare i costi delle prestazioni, costringendo così quei cittadini più fragili a rinunciare alle cure”.
“A questo – prosegue Mattia – si aggiungono altre gravi carenze della medicina di prossimità, come ad esempio la riduzione di personale sanitario, in primis medici di base e pediatri di libera scelta, che costringono le persone a un pendolarismo tra le aree di Roma e del Lazio, che si aggiunge a quello per esami e visite specialistiche che può erogare la sanità pubblica. E ancora: i tagli alla medicina territoriale come quelli alle Case di Comunità che, nel 2025, dalle originarie 135 previste sono state progressivamente ridotte in tutto il Lazio, con diverse delibere regionali, fino ad arrivare alle attuali 122, con la perdita complessiva di 13 Case della Comunità, pari al 10% del totale originario, con l’ultimo taglio di due strutture nella Asl Roma 4, rispettivamente a Canale Monterano e a Tolfa-Allumiere, con la delibera regionale approvata ieri”.
“Il presidente Rocca – conclude la consigliera Pd – intanto sostiene che va tutto bene, anzi meglio. Somiglia molto ai politici del film ‘Don’t look up’, che, mentre sulla Terra sta per abbattersi una cometa che la distruggerà, invece di trovare una soluzione, negano il problema, suggeriscono alle persone di non guardare il Cielo e cercano una salvezza solo per se stessi”.

