Chiesto il rinvio a giudizio per undici persone: fissata l’udienza preliminare. Tra di loro dirigenti e responsabili della sicurezza. I reati contestati sono di incendio colposo, omicidio colposo plurimo e numerose violazioni della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione incendi.

Tivoli. A quasi tre anni dal drammatico incendio che nella notte tra l’8 e il 9 dicembre 2023 devastò l’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli provocando la morte di tre pazienti ricoverati, la Procura della Repubblica di Tivoli ha chiesto il rinvio a giudizio di undici persone ritenute, a vario titolo, coinvolte nelle responsabilità che avrebbero portato al disastro.
Il Pubblico Ministero dott. Filippo Guerra ha infatti formulato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di dirigenti, responsabili della sicurezza, tecnici e figure coinvolte nella gestione dei servizi e dei rifiuti dell’ospedale, contestando, a seconda delle rispettive posizioni, i reati di incendio colposo, omicidio colposo plurimo e numerose violazioni della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione incendi.
L’udienza preliminare è stata fissata per il 27 ottobre 2026 alle ore 10.30 davanti al Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Tivoli.
Tra le persone offese figurano i familiari di Romeo Sanna e di Pierina Di Giacomo, due delle tre vittime della tragedia. Entrambe le famiglie, per fare piena luce sui fatti e accertare tutte le responsabilità, si erano rivolte fin dalle prime fasi dell’inchiesta, tramite l’Area Manager Roma Angelo Novelli, a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, unitamente all’avv. Lorenzo Marcovecchio del foro di Isernia.
Nella richiesta di rinvio a giudizio vengono infatti contestate presunte omissioni nella valutazione dei rischi, nella gestione della sicurezza antincendio, nel controllo del deposito temporaneo dei rifiuti ospedalieri, nella manutenzione degli impianti e nell’adozione delle necessarie misure di prevenzione. L’ipotesi accusatoria evidenzia inoltre criticità relative alla rete idrica antincendio esterna, alle porte tagliafuoco, alla gestione dei rifiuti speciali e allo stato di alcuni impianti tecnologici.
Per quanto riguarda Romeo Sanna e Pierina Di Giacomo, la Procura ritiene che il decesso sia maturato nel contesto dell’emergenza determinata dall’incendio, dell’interruzione delle terapie in corso e della concitata evacuazione dell’ospedale. Le famiglie attendono ora l’udienza preliminare con la convinzione che il processo possa finalmente fare chiarezza su una vicenda che ha profondamente segnato il territorio e l’intero Paese.
“Sono passati quasi tre anni da quella notte che ha cambiato per sempre le nostre vite – spiegano i congiunti di Romeo Sanna -. Sappiamo bene che nessuna decisione giudiziaria potrà restituirci Romeo né colmare il vuoto che la sua scomparsa ha lasciato nella nostra famiglia. Tuttavia confidiamo nel lavoro della magistratura e attendiamo che il processo consenta di accertare fino in fondo la verità e le eventuali responsabilità. Lo dobbiamo a lui, alla sua memoria e a tutte le persone coinvolte in questa tragedia”.
”Da quel giorno – raccontano i famigliari di Pierina Di Giacomo – conviviamo con un dolore che non si attenua. Non cerchiamo rivincite né scorciatoie, ma soltanto chiarezza e giustizia. Abbiamo sempre avuto fiducia nelle istituzioni e continuiamo ad averla oggi. Ci auguriamo che il percorso processuale possa fare piena luce su quanto accaduto e contribuire a evitare che una tragedia simile possa ripetersi in futuro a danno di altre famiglie”.



