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Zagarolo

In “sciopero” al liceo: “non è questa la scuola che vogliamo”

I ragazzi del liceo di Zagarolo si uniscono allo sciopero nazionale, indetto da “Unione degli studenti”, per chiedere un intervento sulle cose che non vanno.

Oggi anche gli studenti del liceo scientifico “Paolo Borsellino e Giovanni Falcone” di Zagarolo hanno deciso di aderire allo sciopero nazionale, indetto da UDS (Unione degli studenti), riguardante la scarsa funzionalità della didattica.

“Noi dell’istituto – spiegano alcuni esponenti del liceo – abbiamo raccolto le testimonianze di gran parte dei nostri compagni, da cui sono emerse numerose difficoltà. I mezzi di trasporto sono insufficienti, e causano gravi assembramenti. Le modalità di areazione delle classi, che in sostanza ci vedono stare con finestre e porte aperte tutto il tempo stanno diventando inaccettabili, visto che sta arrivando l’inverno e le temperature sono sempre più rigide. Per non parlare della notevole riduzione dell’orario scolastico a causa dell’assenza di moltissimi professori, sia per le ripetute quarantene che per cattedre non ancora assegnate, che va ad influire negativamente sul percorso di tutti gli studenti, con serie ripercussioni soprattutto per quanti quest’anno dovranno sostenere l’esame di stato, con modalità ancora sconosciute”.

Impossibilitati a manifestare in strada, per evitare assembramenti ed esporsi ad inutili rischi contagio, i ragazzi del liceo di Colle dei Frati chiedono visibilità attraverso il giornale, cercando di spiegare le loro ragioni indirizzate a chi (nella politica o nella scuola) ha la possibilità di intervenire, laddove possibile, per migliorare le situazioni di disagio.

“Stiamo cercando – confermano gli studenti – di mandare un segnale, qualcosa di forte, qualcosa che arrivi lontano, perché non si può fare scuola cosi. Dobbiamo lottare tutti insieme, la scuola deve garantire sicurezza e, purtroppo, in questo periodo ciò sta venendo a mancare. Non stiamo certo protestando contro la nostra scuola, ma contro le istruzioni che riceve di giorno in giorno, precarie e mutevoli. Vogliono far passare il messaggio che gli studenti siano contenti di stare a scuola, non curanti del fatto che questa scuola non fa altro che mettere tutti in difficoltà visti gli innumerevoli problemi, e ciò non rende nessuno felice. Non è questa la scuola che vogliamo”.

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