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Diritto allo studio: la Regione Lazio vara la riforma

Con 34 voti a favore e 12 astenuti, il Consiglio regionale del Lazio ha approvato oggi la cosiddetta legge sul diritto allo studio, una vera e propria riforma del settore con tante novità in termini di contenimento della spesa e servizi per gli studenti.

La legge prevede innanzitutto la sostituzione di Laziodisu con il nuovo Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza (Di.S.Co.). Un riassetto della governance che, secondo la Regione Lazio, comporterà un risparmio di 500mila euro l’anno. Queste le altre principali novità del provvedimento: introduzione del concetto di promozione della conoscenza; potenziamento del raccordo tra università, formazione e inserimento lavorativo; ampliamento dei servizi e delle agevolazioni offerte agli studenti, che verranno estese anche alla popolazione “post-lauream”; sostegno agli studenti detenuti; istituzione della Consulta regionale per il diritto allo studio e alla conoscenza.

HA VINTO IL GIOCO DI SQUADRA

“Una sola settimana per essere liquidata dalla Commissione e meno di una settimana per l’approvazione in aula: ha vinto il gioco di squadra, e ringrazio per questo tutti i colleghi di tutte le forze politiche per lo straordinario lavoro compiuto in Commissione dove, dopo i ritardi e gli intoppi degli anni scorsi, in una sola settimana siamo riusciti ad incontrare l’assessore Smeriglio che ha presentato la legge, che ringrazio, a confrontarci con tutte le associazioni studentesche, a comprendere quali correttivi adottare per giungere alla stesura del testo finale della legge. Davvero un esempio concreto della politica del fare, quella che risolve i problemi partendo dall’ascolto dei destinatari finali dei provvedimenti e passa per il confronto tra tutte le forze politiche”.

Lo dichiara Eleonora Mattia (Pd), presidente della IX Commissione regionale (lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio), al termine del voto che, poco fa, ha dato il via libera alla nuova legge sul diritto allo studio.

“Tra le novità introdotte – sottolinea la Mattia – mi piace evidenziare gli emendamenti approvati in Commissione per tutelare il diritto alla genitorialità, sacrosanto per chi nel percorso degli studi si trova ad avere un figlio, e per estendere ai comuni della fascia urbana di Roma (come ad esempio Frascati) l’accesso ai meccanismi che consentono agli studenti fuori sede di usufruire di alloggi, rendendo così più flessibile lo strumento e incrementando l’economia su quei territori”.

LA LEGGE IN SINTESI

I punti centrali della legge sono stati illustrati nella seduta di ieri dal vicepresidente della Giunta regionale, Massimiliano Smeriglio, assessore alla Formazione, diritto allo studio, università e ricerca, attuazione del programma:

La promozione di un diritto alla conoscenza, “da intendere come strumento di inclusione sociale, diritto di cittadinanza, partecipazione democratica, empowerment della persona”.
L’ampliamento dei destinatari e delle prestazioni, con interventi indirizzati a: tutelare le esigenze dei cosiddetti ‘ibridi studentesco-lavorativi’ (dottorandi senza borsa, tirocini formativi, specializzandi); arginare la dispersione universitaria; supportare l’inserimento lavorativo, l’informazione e l’orientamento sui percorsi di formazione; sostenere le attività di socialità e mutuo sostegno promosse e autogestite dagli studenti; garantire i servizi sanitari per gli studenti fuori sede su medicina preventiva, assistenza psicologica e consultori; sostenere il diritto allo studio della popolazione carceraria (emendamento approvato oggi all’unanimità).
Una governance più snella ed efficace: si passerà da tredici a sei figure nella governance centrale e da 38 a soli tre dirigenti interni in quella periferica. Spariscono le cinque Adisu territoriali, sostituite da tre presìdi territoriali: Lazio settentrionale (Viterbo), Roma Città Metropolitana (fusione dirigenziale fra RM1, RM2 e RM3) e Lazio meridionale (Cassino). Nessuna conseguenza per i dipendenti, che restano dove sono. Una proposta che, fra gettoni di presenza e altri emolumenti, secondo la Giunta porterà a un risparmio di circa 500mila euro annui.

I NUOVI ORGANI DEL DIRITTO ALLO STUDIO

Questi gli organi del nuovo Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza (Di.S.Co.):

Presidente del consiglio di amministrazione.

E’ nominato con avviso pubblico dal presidente della Regione, su proposta dell’assessore competente in materia di diritto allo studio universitario e previo parere della commissione consiliare competente in materia.

Resta in carica per un triennio, rinnovabile per una sola volta, scelto tra persone di “comprovata professionalità ed esperienza che si siano distinte per studi e attività svolte nell’ambito del diritto allo studio universitario e che abbiano anche svolto funzioni manageriali e/o ricoperto incarichi istituzionali”.

Consiglio di amministrazione.

E’ costituito con decreto del Presidente della Regione ed è composto dal presidente più altri quattro membri, anch’essi in carica per un triennio e rinnovabili per una sola volta:

a)    Un rappresentante degli studenti eletto in concomitanza con l’elezione del Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) a suffragio universale e diretto, tra tutti gli studenti iscritti ai corsi di studio delle università statali e non statali e degli istituti di alta formazione presenti sul territorio regionale;

b)    tre membri designati dal Consiglio regionale con voto limitato, previo avviso pubblico, garantendo la rappresentanza di genere.

Collegio dei revisori dei conti.

Consulta regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza.

E’ composta da 21 membri, eletti a suffragio universale in concomitanza con l’elezione del Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu), che restano in carica per un triennio e non possono svolgere più di due mandati:

a)    14 studenti eletti dalla popolazione studentesca di tutti gli atenei statali della Regione in proporzione alla popolazione studentesca e comunque in modo che ciascun ateneo statale sia rappresentato da almeno uno studente;

b)    due studenti eletti dalla popolazione studentesca di tutti gli atenei non statali;

c)    uno studente eletto dalla popolazione studentesca di tutti gli istituti di alta formazione artistica e musicale della Regione;

d)    due studenti vincitori di posto alloggio nella Regione, eletti dai rappresentati delle residenze gestite dall’Ente;

e)    un dottorando eletto dagli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca degli atenei regionali;

f)     uno specializzando, eletto tra gli iscritti ai corsi di formazione specialistica degli atenei regionali.

Prima del voto finale l’Aula ha approvato un ordine del giorno, presentato da vari consiglieri e illustrato da Roberta Lombardi (M5s), che impegna la Giunta regionale a promuovere forme di agevolazione alla fruizione dei servizi del sistema del trasporto pubblico urbano ed extraurbano e per l’accesso agli asili nido per i figli degli studenti e dei cittadini in formazione.

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