Calcio, Palestrina, Primo Piano, Sport, Ultimi articoli

Dal Palestrina alla conquista di Gasperini: la storia di Lulli, motorino della Primavera

Dalle sgasate con la squadra del suo paese alla Tor Tre Teste, fino agli scudetti con le g

Dalle sgasate con la squadra del suo paese alla Tor Tre Teste, fino agli scudetti con le giovanili della Roma. Ora, il sogno dell’esordio in giallorosso

PUBBLICATO DA SERGIO CARLONI su ilromanista.eu

È sempre questione di correre. Correre via, correre verso. O correre per: uno come Emanuele Lulli lo fa per natura e per onorare una maglia, quella della sua squadra del cuore. La Roma. Da Palestrina al giallorosso, due soli colori tingono la sua pelle (idealmente, s’intende) sin da piccolo. Classe 2007 scattante, intelligente e preciso sul rettangolo verde. Una storia come tante, con le sue sfumature e le sue particolarità. Alla ricerca della gloria che, forse, il ragazzo appena diciottenne sta riscuotendo passo dopo passo. Dopo una vita trascorsa non troppo al centro del palcoscenico.

Provare e riprovare

Tutto ha inizio il 17 agosto 2007. Lulli nasce e cresce a quasi un’ora d’auto dalla Capitale, dove ben presto si appassiona al pallone e a tutto ciò che lo lega. È la pedana della sua partenza. Nella squadra del suo paese. Sognando i colori della Roma e il palcoscenico dello Stadio Olimpico, dove ancora oggi i sogni lo proiettano. “Era il 2013, aveva sei anni. Io e Roberto Tota lavorammo con lui”, racconta Stefano Versari, primissimo allenatore di Emanuele al Palestrina, a Il Romanista. Qualcuno che ricorda benissimo l’entusiasmo di quel bambino, oggi numero 27 della Primavera giallorossa, reattivo e scattante come pochi in tenera età. “Già a 6 anni era bravo, faceva la differenza in campo. Facevamo un esercizio complicato e lui capiva subito come svolgerlo”. Intelligenza. Non solo tecnico-tattica. Anche e soprattutto pratica.

EMANUELE LULLI
Emanuele Lulli al Palestrina, con una coppa vinta tra le mani

Ai più piccoli, si sa, è difficile ritagliare un ruolo in campo. Ancor di più se si ha davanti un bambino completo. “Tecnicamente parlando era rapido, poi sapeva già muoversi. Capiva a chi passarla, capiva i movimenti degli avversari. Proteggeva palla già allargando il braccio sul corpo dell’avversario”, spiega il tecnico. “Una cosa meravigliosa“. Che lascia presagire un futuro luccicante. Al Palestrina, Lulli cresce facendo da leader: quando c’è lui in campo, i compagni sono felici. Pure perché è un esempio da seguire: “Dicevo sempre agli altri: ‘Guardate quello che fa Emanuele‘. Aveva una coordinazione motoria già affermata”.

EMANUELE LULLI
Emanuele Lulli da piccolo, con la maglia del Palestrina

Tra le fila dei “Dannati”

Sono anni d’oro, non tanto per Lulli, più per il Palestrina Calcio. Tra classe 2007, 2008 e 2009, nasce il gruppo dei “Dannati“: un nomignolo affibbiato per via della tempra dei piccoli calciatori. Il Torneo di Natale di Ciampino e quello del Real Tuscolanoconsolidano lo status di squadra da temere: 6-1 alla Lazio, 4-0 alla Roma. Risultati pregevoli. Tre anni intensi. Poi arriva la Tor Tre Teste e un avvicinamento graduale al cuore pulsante della Città Eterna.

Continua la lettura: CLICCA QUI

Lascia un commento