I cinque erano in servizio al Commissariato di Anzio – Nettuno. Arrestati dai loro colleghi e condotti in carcere: concorso esterno in associazione per il traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, cessione di droga e accesso abusivo ai sistemi informatici delle forze di polizia i reati contestati.

Arrestati dai loro stessi colleghi del Commissariato di Anzio – Nettuno e condotti in carcere su ordine del gip su richiesta dei magistrati della DDA. Il questore Roberto Masucci li ha sospesi dal servizio.
Le indagini sono partite dalla morte di un cittadino albanese. L’uomo era deputato al trasporto di uno dei carichi di cocaina, quando intercettato dalla polizia aveva dato il via ad una fuga rocambolesca, un inseguimento da parte delle FF.OO finito in un incidente mortale.
I cinque si erano indebitamente appropriati del denaro trasportato dai soggetti arrestati, mai sottoposti a sequestro giudiziario: ai reati ne seguono automaticamente altri, come la redazione di verbali difformi da quanto accaduto.
Le indagini, portati avanti dalla Sezione investigativa dello Sio (SISCO), con il supporto della Squadra mobile di Roma, hanno ricostruito le attività dei cinque tra il 2024 ed il 2025. Sarebbero state riscontrate condotte omissive e cessioni dirette di stupefacenti.
Durante un’indagine su una banda composta da italiani ed albanesi, dedita al traffico di stupefacenti, i poliziotti coinvolti nell’inchiesta, avevano coordinato “una consegna controllata” e sequestrato tardivamente 25 kg di cocaina, omettendo poi il sequestro dell’intera partita di 50 kg.
I cinque sono stati sospesi dal servizio, accusati a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, concorso in cessione di sostanze stupefacenti e accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle forze di polizia. Il provvedimento è stato firmato dal questore di Roma, Roberto Massucci.
