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Artena, il Comitato No Bruciatori torna in piazza: “Fermare il progetto Fassa”

Nuova iniziativa del Gruppo Intercomunale No Bruciatori Fassa, che martedì 23 giugno alle

Nuova iniziativa del Gruppo Intercomunale No Bruciatori Fassa, che martedì 23 giugno alle 16 scenderà in piazza davanti al Comune di Artena per chiedere lo stop definitivo al contestato impianto della Fassa S.r.l. e la demolizione delle opere finora realizzate. Una protesta che arriva dopo settimane di tensioni e che segna un ulteriore passo nella mobilitazione contro il progetto industriale.

Fassa Bortolo

A spingere il comitato a organizzare la manifestazione è la convinzione che non siano arrivati i provvedimenti attesi dall’amministrazione comunale. Per i rappresentanti del movimento il tempo delle attese è terminato e ora servono decisioni concrete sul futuro del cantiere.

Tra gli elementi portati a sostegno della protesta c’è il recente aggiornamento della classificazione della qualità dell’aria approvato dalla Regione Lazio. Secondo il comitato, Artena e numerosi comuni compresi tra la Valle del Sacco e l’area dei Castelli Romani ricadrebbero nella fascia considerata più critica dal punto di vista ambientale. Una situazione che, a loro avviso, dovrebbe portare a una nuova valutazione delle autorizzazioni già concesse all’impianto.

La questione si inserisce nel più ampio dibattito sulle condizioni ambientali della Valle del Sacco, territorio che da anni è al centro di monitoraggi e interventi legati all’inquinamento atmosferico. Per gli oppositori del progetto, la realizzazione del nuovo impianto rischierebbe di aggravare un quadro già complesso.

Le critiche del movimento sono rivolte anche al Comune di Artena. Gli attivisti lamentano infatti la mancanza di una decisione definitiva dopo le indicazioni emerse durante un incontro pubblico svoltosi a Giulianello all’inizio di giugno. Nel frattempo, sostengono, i lavori sarebbero andati avanti con la realizzazione delle strutture portanti dell’impianto.

Nel dossier presentato dal comitato trova spazio anche il procedimento aperto dalla Procura di Velletri in relazione alle opere in corso. Secondo quanto riferito dagli attivisti, il legale rappresentante della società è stato citato a giudizio per presunte violazioni urbanistiche e dovrà comparire davanti al tribunale nel febbraio 2027. Si tratta comunque di accuse ancora tutte da verificare nel corso del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza prevista dalla legge.

Il movimento esprime inoltre preoccupazione per i possibili effetti dell’impianto sull’ambiente e sul territorio circostante, con particolare riferimento alle emissioni in atmosfera, alle risorse idriche e ad alcune aree naturalistiche di pregio come il Lago di Giulianello e il comprensorio del Maschio dell’Artemisio.

Tra le richieste avanzate figurano la revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, la sospensione degli atti autorizzativi, la convocazione di una nuova Conferenza dei Servizi e un rafforzamento delle tutele per la salute pubblica. Annunciato infine un esposto alle istituzioni europee affinché venga esaminata la situazione ambientale dell’area.

L’appuntamento è fissato per martedì pomeriggio davanti al Municipio di Artena, dove cittadini e associazioni torneranno a far sentire la propria voce contro il progetto.

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