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Artena, cantiere Fassa Bortolo: i cittadini premono il comune che rimanda al TAR

La Giunta di Artena ha deliberato che l’amministrazione si costituirà in giudizio d

La Giunta di Artena ha deliberato che l’amministrazione si costituirà in giudizio davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio in relazione al ricorso presentato dal colosso dell’edilizia Fassa Bortolo contro l’ordinanza del 15 Aprile scorso sulla sospensione dei lavori nel cantiere di via della Pescara.

Fassa Bortolo

La Fassa Bortolo aveva chiesto, lo scorso 27 Aprile l’annullamento dell’ordinanza comunale previa sospensione del provvedimento, che così avrebbe perso di efficacia. La decisione del Comune di Artena di costituirsi in giudizio dinanzi al TAR, però, fa scoppiare la polemica. Mentre alcuni vedono un atto dovuto da parte dell’amministrazione comunale, altri una scelta politica, portando lo scontro ai massimi livelli.

Secondo i critici infatti, presentarsi in giudizio al TAR , non risolverà poi di molto la situazione poiché come è noto, quest’ultimo può verificare solamente la legittimità del provvedimento amministrativo e non eventuali rilievi penali.

Nell’APrile scorso la Procura di Velletri aveva emesso una citazione in giudizio nei confronti della Fassa Bortolo in merito all’ampliamento dello stabilimento di via valle della Pescara. Secondo la Procura vi sarebbero delle irregolarità, sarebbero stati commessi reati edilizi ed ambientali. La Fassa Bortolo, starebbe costruendo in assenza di titolo edilizio in una zona vincolata dal punto di vista paesaggistico.

Nel contempo i comitati dei cittadini sono in rivolta. Con una diffida formale inviata a Comune, Regione, Procura di Latina e Procura di Velletri, i comitati Cittadini di Giulianello, dal Comitato Cittadini di Lariano, dal Comitato Residenti Colleferro e dal Comitato Cittadini No Fassa Velletri chiedono l’annullamento in autotutela del permesso a costruire relativo al nuovo impianto e diffidano il Comune di Artena ad annullare il titolo edilizio entro il 30 maggio, a demolire le opere abusive e a porre sotto sequestro il cantiere.

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