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Al Palio 2026 vince la “Giostra dei biglietti”

Da tre giorni, Palestrina in subbuglio per la novità dei biglietti a pagamento per il Pal

Da tre giorni, Palestrina in subbuglio per la novità dei biglietti a pagamento per il Palio. Dopo tante polemiche arriva la marcia indietro: “verranno rimborsati dopo il palio”.

Dopo tanta attesa, il Palio di Sant’Agapito 2026 porta delle novità importanti: la prima riguarda un nuovo gioco, denominato “La giostra dei biglietti”, la seconda una stravagante capacità comunicativa. Il dilagante uso dell’intelligenza artificiale pervade le pagine social del Comitato che, di contro, si esprime in modo talmente complesso da risultare incomprensibile ai suoi stessi membri. E, la cosa sorprendente, è che alla vigilia della Festa non cè traccia alcuna del programma!

La “Giostra dei Biglietti”

Ne è un esempio la divertentissima “Giostra dei biglietti” che, da tre giorni, anima il dibattito a Palestrina: si tratta dell’istituzione di una sorta di biglietto per assistere ai giochi del Palio che ha scatenato battute, insulti, suggerimenti e osservazioni da ogni angolo.

La ciliegina sulla torta, di cui avremmo fatto volentieri a meno, è il presunto “Chiarimento alla cittadinanza”. Un chiarimento che tale non è, in quanto l’unica cosa chiara di questa vicenda era che per accedere alla tribuna si pagavano 5 euro. Soldi che verranno restituiti, secondo quanto dice l’ultimo comunicato che doveva avere il titolo onesto di “Marcia indietro del Palio”.

Gestire in maniera ordinata i posti? O anche no

“L’obiettivo della prenotazione – scrive il Comitato – era esclusivamente quello di garantire il posto a chi desiderava assistere alle competizioni, consentendo all’organizzazione di gestire in maniera ordinata i posti disponibili, evitare prenotazioni non utilizzate e ridurre disagi e ingorghi all’ingresso. I 5 euro, pertanto, non rappresentano il costo di ingresso al Palio, ma esclusivamente una somma legata alla prenotazione del posto”.

Basta rileggere le note dei giorni precedenti per rendersi conto che non è affatto cosi. “L’accesso alla manifestazione – prosegue la nota – resterà gratuito e tutti coloro che hanno già effettuato il versamento riceveranno il rimborso integrale della somma, secondo le modalità che saranno comunicate”.

Nello scrivere ci si rende conto che sembra la classica “supercazzola” del conte Mascetti e si ammette: “Siamo consapevoli che la modalità adottata possa aver generato dubbi o differenti interpretazioni e, proprio per questo, abbiamo ritenuto opportuno fornire questa precisazione con la massima trasparenza”.

La pezza è peggio del buco

Come spesso accade, però, pezza pare peggiore del buco. Che senso ha prenotare un posto, pagando 5 euro, per “evitare prenotazioni non utilizzate e ridurre disagi e ingorghi all’ingresso” se poi quei 5 euro vengono restituiti? Se pago cinque euro che poi riprendo, posso anche lasciare il posto inutilizzato tanto non ci perdo nulla.

In realtà il problema vero del sistema adottato è che limita a solo 300 persone (su 20 mila abitanti) la possibilità di vedere il palio. Anche qualora scelgano di vedere solo un quarto d’ora di gara del fuso o della conca. Quando, nel pomeriggio, le tribune sono meno affollate, e i prenotati staranno a casa al fresco, quei posti dovranno restare vuoti? Certo, sulla carta. Altrimenti addio ordine e disciplina.

L’obiettivo era “garantire la sicurezza”

Altri 460 posti, ovvero 115 per ogni squadra, sono gestiti direttamente dalle Porte che (pagandoli a fine Palio, e quindi ora non pagandoli più) decidono come distribuirli tra i propri iscritti, collaboratori e fedelissimi. Se, come detto all’inizio dal Magistrato, l’obiettivo era quello di aumentare la sicurezza, davvero cambia tutto rispetto al passato gestendo solo quei 100 posti al giorno? Negli anni scorsi le intemperanze che hanno sospeso le gare, portando a squalifiche ed abbandoni sono arrivate da alcuni facinorosi delle porte, non dai cittadini comuni.

Insomma, che la gestione degli accessi sugli spalti sia una priorità da affrontare e risolvere è un dato assodato dallo scorso anno, quando il palio si chiuse tra ritiri e polemiche, ma le intemperanze arrivarono dalle tifoserie non dai cittadini comuni. Il pedaggio di 5 euro per sole 100 persone al giorno è sembrato un palliativo ridicolo, che ha finito col far arrabbiare tutti e ha costretto l’organizzazione alla marcia indietro.

Facciamo così, vediamolo come un nuovo gioco, la Giostra dei biglietti appunto, creato per accendere le polemiche sul palio con più di una settimana di anticipo e aumentare così l’attesa.

Un plauso di incoraggiamento al nuovo Magistrato: la voglia di fare c’è!

Al di là delle battute facciamo un plauso al nuovo Magistrato del Palio che, con tanti sacrifici e impegno anche personale, vede diversi volti nuovi al lavoro per ripartire in una stagione che, a tratti, ha rischiato di saltare. Tra un annuncio e un chiarimento, speriamo che la settimana che manca serva a tutti a registrare un po’ ruoli e compiti e far sì che dal 16 al 18 agosto tutto si svolga per il meglio.

Il Palio di Sant’Agapito è patrimonio di tutta Palestrina e tutti, organizzatori, porte e cittadini, hanno il dovere di fare la propria parte affinché si viva una festa bella e partecipata.

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