CASTEL SAN PIETRO ROMANO – Una domenica d’autunno da incorniciare, capace di fondere cultura, enogastronomia, tradizioni secolari e un fortissimo spirito di appartenenza. Il suggestivo scenario di Castel San Pietro Romano ha fatto da cornice alla sesta attesissima edizione del “Pranzo nel Borgo“, un appuntamento che anno dopo anno si consolida come uno degli eventi più amati e caratteristici dell’area dei Monti Prenestini, capace di richiamare visitatori e unire la cittadinanza in una grande festa collettiva.
Castel San Pietro Romano. Un tuffo nel Medioevo ai piedi della Rocca
Le celebrazioni hanno preso il via fin dalle prime ore del mattino all’ombra dell’imponente Rocca, uno dei simboli identitari del paese. Grazie all’impeccabile coordinamento e alla direzione scientifica del Museo Diffuso, l’area archeologica e monumentale è tornata indietro nel tempo, trasformandosi nel teatro di una suggestiva e accurata rievocazione storica medievale.
L’evento ha registrato un successo straordinario di pubblico, con oltre 200 spettatori che hanno assistito affascinati alle performance, ai costumi dell’epoca e ai racconti d’altri tempi. Un’iniziativa che ha permesso a residenti e turisti di riscoprire da vicino le radici storiche del territorio, grazie alla sinergia istituzionale promossa dalla direttrice del polo museale, Roberta Iacono.
La tavolata nel cuore del paese e gli antichi mestieri
Esaurito il primo momento culturale, alle ore 13:00 i riflettori si sono spostati nel cuore pulsante del centro storico per il momento clou della giornata: il Pranzo nel Borgo. I vicoli caratteristici e le piazzette si sono trasformati in un’immensa sala da pranzo a cielo aperto. L’evento, organizzato a quattro mani dalla Pro Locoe dall’Amministrazione Comunale, ha visto una partecipazione straordinaria, favorita anche dal clima clemente.
Subito dopo il pranzo, a completare il viaggio nella memoria collettiva, è andata in scena la rievocazione degli antichi mestieri. Lungo le strade del borgo, artigiani e figuranti hanno ridato vita alle professioni di un tempo, offrendo un quadro vivido della storica vocazione agricola e pastorizia che per secoli ha sostenuto l’economia locale. Un modo suggestivo per raccontare l’identità di Castel San Pietro Romano non solo attraverso i libri, ma anche attraverso i sapori della cucina tradizionale e i gesti del lavoro manuale.
Il trionfo del volontariato
Dietro alla perfetta riuscita di una macchina organizzativa così complessa c’è il lavoro silenzioso di decine di persone. Un plauso unanime è andato alla dedizione dei tantissimi volontari guidati dal presidente della Pro Loco, Giuseppe Ferracci, che con entusiasmo hanno allestito le tavolate e curato la logistica. Menzione speciale per i tanti ragazzi e ragazze del paese che, con il sorriso e grande operosità, si sono messi a disposizione per il servizio ai tavoli.
La sicurezza e l’ordine pubblico sono stati garantiti costantemente dagli agenti della Polizia Locale, dai volontari della Protezione Civile Monti Prenestini e dal presidio della Croce Rossa Italiana, che hanno vigilato sul corretto svolgimento della manifestazione. Una domenica memorabile che conferma come la valorizzazione del territorio passi inevitabilmente dalla capacità di lavorare insieme e di riscoprirsi, ancora una volta, una grande comunità.














