Us Palestrina Calcio 1919: ci sono fiamme che non si spengono. Nemmeno quando il vento della burocrazia, dei fallimenti o delle fusioni prova a soffiarci sopra con forza.
di Massimiliano Rosicarelli
Oggi, 19 agosto, non è un giorno come gli altri per la nostra città, Palestrina. Oggi è il compleanno della nostra squadra di calcio: la bellezza di 107 anni per quella U.S. Palestrina Calcio 1919 che, però, non esiste più, perché ce l’hanno tolta senza dircelo, senza un perché, e non sappiamo chi abbia fatto questo.
Oggi, 19 agosto, non importa se il cancello dello stadio Sbardella resta chiuso o, meglio, aperto solo per i tir che hanno scaricato la terra sui resti del manto erboso. E non per lavori, ma per ricaricarla il 16 agosto e portarla a viale Duca d’Aosta per il Palio. Non importa se il 31 luglio il Consiglio comunale ha informato che lo stadio è tornato nella disponibilità del Comune, revocando la convenzione con il privato che lo gestiva. Non importa se oggi i cancelli sono arrugginiti, se l’erba è alta o se la nostra maglia non corre più su un campo di gioco ufficiale.
Il nome dell’Us Palestrina Calcio resta impresso nelle foto e nei ricordi
Questo nome, U.S. Palestrina Calcio 1919, questi colori arancioverdi e questo simbolo esistono ancora. Dove? Nelle foto di chi oggi le conserva dopo aver indossato quella maglia. Vivono nella memoria di chi c’era e di chi oggi è lassù. Vivono nei racconti dei padri ai figli. Vivono nelle sciarpe ormai sbiadite custodite nei cassetti come tesori preziosi da chi, come noi, continua a credere in un futuro del calcio a Palestrina.
Il calcio moderno corre veloce. Parla di finanza, di algoritmi, di brand globali. Spesso dimentica che il motore di tutto sono i battiti del cuore, la pioggia presa sui gradoni di cemento, le tribune di uno stadio intitolato ad Antonio Sbardella, che amava Palestrina a dismisura. Dimentica la gioia incontenibile di un gol al novantesimo minuto. Noi quella purezza l’abbiamo persa nei palazzi del potere politico cittadino, entrato da un ventennio nello sport, con conseguenze oggi sotto gli occhi di tutti. Ma nessuno potrà mai strapparcela dal petto.
Oggi festeggiamo la fede di una comunità che si riconosce per strada
Oggi non festeggiamo una società che da due anni non è nemmeno iscritta a un campionato federale. Festeggiamo una fede. Festeggiamo una comunità di persone che ancora si riconosce con uno sguardo per strada. Ricordiamo i campioni che hanno sudato per questa maglia, le trasferte leggendarie, le coreografie dei tifosi, per anni arrampicati sulle sedie fuori dalla Pedemontana quando lo stadio era chiuso, e perfino le sconfitte più amare, quelle che ci hanno unito ancora di più.
La nostra squadra non è morta. È solo temporaneamente assente dal rettangolo verde, perché anche quel rettangolo oggi è assente. Perché finché ci sarà anche un solo tifoso a ricordare quel nome, la nostra storia continuerà a essere scritta.
Buon compleanno a te, calcio di Palestrina, e a tutti i calciatori che hanno vestito questa gloriosa maglia. Buon compleanno a noi tifosi e cittadini, oggi molto arrabbiati. Buon compleanno alla nostra eterna, mai dimenticata, squadra del cuore.
Ieri, oggi, per sempre.

