Anna Iberti, con la copia del Corriere della Sera tra le mani, il suo sorriso, i suoi occhi ne divennero il simbolo. Ma la sua identità non venne svelata subito, ma solo dopo la sua morte. Anna Iberti era un’impiegata dell’Avanti, il quotidiano socialista ed era una persona riservatissima e chiese a Patellani, l’autore delle fotografie di mantenere riserbo rispetto alla sua identità, cosa che l’autore fece con grande rispetto.

C’è da comprendere bene il momento, per Anna e per altre 13 milioni di donne italiane fu la prima occasione in cui poter esercitare il voto nazionale, sebbene alcune avessero già votato per le amministrative il 10 marzo del 1946.
Un particolare: al voto del referendum votarono 13 milioni di donne e 11,9 milioni di uomini. In molti, soldati, non fecero ritorno dal fronte.

Oggi la Repubblica italiana compie 80 anni. In quel 2 giugno 1946, 24.946.878 italiani (l’89,08% degli aventi diritto) andarono alle urne. La Repubblica lo deve a loro e ciò denota come la partecipazione alle istituzioni democratiche, l’esercizio dei propri doveri e diritti, sia fondamentale per la vita democratica del paese.



