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Cave

Violenza gratuita in una partita di basket: trauma cranico e 8 punti di sutura

Il giocatore 23 enne della Cavese colpito, senza alcun motivo, dalla testata di un avversario. Due le denunce e si attende la giustizia sportiva

Trauma cranico, con prognosi di 20 giorni, otto punti di sutura al labbro ed un dente rotto. Manuel B. è uscito così dal campo a metà della partita di basket tra la Cavese (in cui gioca) e Olimpia San Venanzio di Roma, nell’ultimo turno del campionato di serie D (girone C). Una gara senza tensioni e senza nulla in palio, visto che le due squadre occupano gli ultimi due posti della classifica, che nelle prime due frazioni era stata anche piacevole e divertente. Poi, verso la fine della terza frazione, l’ala della squadra ospite – Flavio C. di soli 19 anni – non ha gradito il fallo fischiato dall’arbitro ed ha reagito colpendo dapprima un compagno con un calcio sulla gamba, poi sferrando una violenta testata sul volto di Manuel, 23 anni, caduto rovinosamente a terra con il volto coperto di sangue e, infine, cercando di prendere a pugni altri avversari. Un gesto del tutto gratuito, di una violenza inaudita che, per fortuna, è stato integralmente ripreso dalle telecamere che stavano registrando la partita.

Dopo essere andato al pronto soccorso di Palestrina, dove gli sono stati messi i punti, Manuel è stato poi sottoposto ad una Tac nell’ospedale di Tivoli, visto lo stato confusionale in cui si trovava. Immediatamente sia il Comune di Cave che la dirigenza della Cavese basket hanno fermamente condannato l’episodio, esprimendo vicinanza e solidarietà al ragazzo. Silenzio colpevole, invece, sia dalla società Olimpia San Venanzio che dal giocatore violento (non nuovo ad episodi simili, visto che già in precedenza era stato squalificato “per atti di violenza di tesserati nei confronti di altri tesserati, non in fase di gioco e per aver cagionato danni a persone o cose”). Neanche una nota pubblica di scuse.

E’ per questo che, al di là degli aspetti legali (sono state presentate diverse denunce sull’accaduto), la speranza della giovane vittima e della società Cavese Bk è riposta nella giustizia sportiva che, per combattere la violenza ingiustificata e gratuita, dovrebbe fermare a lungo chi non ha nulla a che fare con lo spirito dello sport. Ancora meglio se fosse la stessa Olimpia San Venanzio a prendere provvedimenti nei confronti del proprio giocatore, allontanandolo dai campi da gioco, visto lo scarso apporto tecnico fornito e le brutte azioni di cui si macchia.

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