L’autostrada A1 Milano-Napoli si trasforma nel perno strategico della gigantesca protesta dei camionisti che sta paralizzando l’Italia. Scade oggi l’ultimatum formale lanciato dai conducenti dei mezzi pesanti al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Se dal tavolo di confronto non emergeranno risposte immediate sul caro gasolio, la marea di tir che da sette giorni tiene in ostaggio il Mezzogiorno è pronta a sbarcare in massa dentro i confini della Capitale.

Rivolta dei tir. I presidi e i blocchi stradali lungo l’arteria della A1 alle porte di Roma rischiano di paralizzare definitivamente i collegamenti logistici della regione.
“Entro le ore 15 sapremo se dovremo portare la protesta nel cuore della Capitale o se avremo la possibilità di ripartire“, avverte Angelo Derenzo, autotrasportatore e coordinatore di Fedralog Vibo Valentia, tra i principali animatori della mobilitazione. “Continuare a viaggiare con questi costi significava il fallimento. Fermarsi è lo stesso. Se il governo non interviene, useremo le ultime gocce di gasolio rimaste nei serbatoi per marciare su Roma e bloccare i nodi autostradali della provincia“.

La morsa sulla A1 e il collasso logistico a Roma
La mobilitazione contro l’impennata del prezzo del carburante si sta allargando a macchia d’olio, trovando nei caselli e nelle aree di servizio della A1 in territorio romano i punti di raccolta più caldi. I camionisti minacciano di stringere in un imbuto stradale i principali varchi d’accesso alla città, esasperando una situazione già critica che vede chilometri di code e pesantissimi disagi alla circolazione stradale.
La minaccia di un blocco totale nella provincia di Roma spaventa la grande distribuzione: se i tir fermeranno l’anello autostradale romano, l’approvvigionamento alimentare del Lazio e del centro Italia salterà nel giro di pochissime ore. Nel resto del Paese la situazione è già drammatica, con presidi attivi al porto commerciale di Napoli, sbarramenti in Sicilia, e blocchi alle porte di Potenza, Bari e in Molise.

Supermercati vuoti e danni milionari all’agricoltura
Mentre i camion stringono la morsa attorno alle autostrade romane, gli scaffali dei supermercati del Mezzogiorno hanno già iniziato a svuotarsi. L’allarme lanciato da Coldiretti è perentorio: centinaia di tir carichi di merci deperibili sono bloccati sulle carreggiate, con il rischio concreto che tonnellate di cibo vadano al macero.
Al dramma dei trasporti fa eco la crisi delle campagne, dove le celle frigorifere delle aziende agricole straboccano di frutta, ortaggi e funghi che non possono essere consegnati alle piattaforme logistiche. Secondo le stime diffuse da Confcommercio, solo in Sicilia il fermo dei mezzi ha provocato in cinque giorni un danno economico compreso tra i 40 e i 50 milioni di euro. Il Consorzio di Tutela della Igp Pomodoro di Pachino e i produttori di kiwi della Piana di Gioia Tauro registrano perdite storiche, impossibilitati come sono a spedire la merce verso il Nord Italia a causa dei blocchi stradali attivi sulla linea della A1.
La disperazione della categoria: «Pronti al tribunale o a Roma»
La scelta di spegnere i motori è stata un’extrema ratio per un settore ormai al collasso. Derenzo tiene fermi i 30 tir della sua flotta da giovedì scorso: “Lavoriamo in una situazione disastrata. Le aziende non possono riconoscerci aumenti tariffari perché si scaricherebbero sul carrello della spesa dei cittadini. Se a fine mese ci rimetto 20mila euro, lascio scoperto il meccanico, il gommista, il leasing e il personale”.
Per la prima volta, i padroncini e i lavoratori dipendenti stanno scioperando fianco a fianco, scavalcando le sigle sindacali tradizionali, accusate di aver siglato in passato accordi sfavorevoli per la categoria. Le richieste sul tavolo sono nette: un taglio drastico delle accise, sgravi fiscali immediati e agevolazioni tariffarie. In assenza di queste misure, la decisione è già presa: consegnare i libri matricola ai tribunali fallimentari o dare il via definitivo al blocco totale della A1 in provincia di Roma, tagliando in due le comunicazioni stradali del Paese.

