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Raggi e il M5s: la lotta tra correnti fa saltare Marra. A rischio Frongia e Rubei

Problemi per la Raggi per la composizione della giunta. Battaglie di correnti all’interno del M5s bloccano per ora la composizione della rosa dei nomi. Veti e pressioni tutte interne.

Dopo l’incontro di ieri, avuto con il Pontefice, la Raggi torna alle beghe interne.

A creare l’empasse la rivalità tra il sindaco e il più votato, Marcello De Vito. Traballano infatti anche le nomine già annunciate: quella del capo di gabinetto Daniele Frongia, consigliere comunale uscente e quella di Raffaele Marra, ex Guardia di Finanza già collaboratore di Gianni Alemanno, designato vice di Frongia.

Il tandem aveva delle ragioni in essere: a Frongia l’indirizzo politico, a Marra il vaglio tecnico.

Il tutto parte da un passato molto recente. A Dicembre De Vito fu messo sotto pressione per un presunto abuso d’ufficio. Forse però la questione era l’appoggio avuto dalla Lombardi alle comunali, Lombardi che è stata la vera avversaria alla candidatura della Raggi alle comunali, appoggiata invece da Di Battista e Taverna.

Cominciarono ad uscir fuori quindi, un ping pong di piccoli dossier sulla Raggi, sui rapporti avuti con lo studio associato Previti e sulla Lombardi, sui rapporti con la base sindacale romana e movimenti di sinistra di base storici.

Il 3 Marzo, di fronte Casaleggio si stila la tregua. La Raggi avrebbe dovuto accettare De Vito in una sorta di convivenza forzata, ma lui non avrebbe mai fatto il vice al sindaco in caso di vittoria.

Pace fatta, almeno in apparenza. Mentre la Raggi si affanna a cercare la composizione della giunta, i veti reciproci sconquassano qualsiasi tentativo di mediazione. Forse il primo a farne le spese sarò il giovane Augusto Rubei, portavoce della Raggi in campagna elettorale. Su di lui il malumore di Rocco Casalino, l’ex Gf oggi alla comunicazione del Movimento.

In tutto questo il sindaco va avanti, cercando di dribblare pressioni e malumori. La situazione è in fibrillazione e ad oggi, qualsiasi tentativo di mettere la barra a dritta risulta vano. Una situazione da vera prima repubblica.

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