Dall’azienda che gestisce il servizio di refezione scolastica di Ciampino riceviamo una nota, a firma del presidente del Cda Giovanni Terzulli, tesa a rettificare alcune informazioni contenute nell’articolo pubblicato ieri. In particolare, si sottolinea che la modifica del menu non sarebbe dettata da “finalità politiche, ideologiche o confessionali”, contrariamente a quanto scritto nella comunicazione originale di Asp, dove si diceva “verranno effettuati dei cambi nelle giornate alimentari affinché nella giornata del venerdì non venga somministrata carne nel rispetto del precetto religioso cattolico”. Delle due l’una: o la comunicazione è scritta male (e può capitare) oppure, legittimamente, si è deciso di fare marcia indietro su una scelta molto discutibile.
La nota inviata dal presidente del Cda dell’Asp di Ciampino:
In merito all’articolo pubblicato sul menu quaresimale nelle mense scolastiche di Ciampino, è necessario riportare la questione nel suo corretto perimetro, evitando interpretazioni che rischiano di attribuire a una scelta puramente organizzativa significati che non ha.
ASP, società interamente partecipata dal Comune di Ciampino che gestisce il servizio di refezione scolastica, ha sempre garantito agli utenti la possibilità di attivare diete speciali su richiesta, comprese quelle motivate da ragioni religiose, etiche o sanitarie, nel pieno rispetto della pluralità delle esigenze presenti nella comunità scolastica.
Negli anni, in particolare durante il periodo quaresimale, numerose famiglie – così come personale scolastico – hanno richiesto volontariamente diete senza carne il venerdì. Si tratta di richieste individuali, legittime e previste dal servizio, che hanno comportato la necessità di predisporre menu differenziati, con conseguenti complessità organizzative.
Proprio per semplificare la gestione del servizio, garantire maggiore efficienza e assicurare uniformità nella somministrazione dei pasti, ASP ha scelto di intervenire esclusivamente sulla distribuzione settimanale dei piatti, invertendo temporaneamente, ove necessario, le giornate del giovedì e del venerdì. Tale soluzione non ha comportato alcuna modifica dell’equilibrio nutrizionale complessivo del menu, che resta invariato, conforme alle linee guida vigenti e validato sotto il profilo dietetico.
È quindi importante chiarire che non è stata introdotta alcuna nuova restrizione, né è stata imposta alcuna dieta confessionale. Si è trattato esclusivamente di una diversa articolazione dei giorni di somministrazione, che non incide in alcun modo sulla qualità, sulla quantità o sul valore nutrizionale dei pasti garantiti a tutti gli alunni.

Siamo rammaricati che la comunicazione inviata alle famiglie, nel richiamare una consuetudine diffusa, abbia potuto generare interpretazioni non corrispondenti alla reale natura della decisione. Tuttavia, è doveroso ribadire che la scelta è stata dettata esclusivamente da esigenze organizzative e di efficienza del servizio, senza alcuna finalità politica, ideologica o confessionale.

