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Immigrazione, Mattia: “Si apre una crisi di sistema che mieterà migliaia di posti di lavoro”

La chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto lascia in mezzo alla strada 107 persone. Nei prossimi mesi segneremo la perdita di circa 3000 posti di lavoro nel Lazio, oltre 30 mila in tutta Italia

“La chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto è talmente assurda che parlarne è quasi impossibile. Dal giorno alla notte gli ospiti sono stati deportati e i lavoratori lasciati senza stipendio e senza prospettive, sia loro che le loro famiglie. Donne e uomini, sia gli uni che gli altri, ai quali è stata tolta la dignità ponendo fine, per un capriccio politico privo di umanità, ad un’esperienza di buona integrazione”.

Lo dichiara Eleonora Mattia (PD), presidente della IX Commissione regionale lavoro, al termine dell’audizione sul Cara di Castelnuovo di Porto che, alla Pisana, ha riunito intorno ad un tavolo le principali sigle sindacali, la Cooperativa Auxilium, il sindaco di Castelnuovo di Porto, Riccardo Travaglini, l’assessore regionale Claudio DI Berardino ed una rappresentanza di ex lavoratori del centro accoglienza per richiedenti asilo chiuso il 31 gennaio.

“Nel corso dell’audizione di oggi – precisa Mattia – abbiamo discusso con le parti sociali sul futuro dei 107 lavoratori lasciati per strada: la Regione vigilerà sulla tutela di queste persone e sarò in prima linea con il sindaco Travaglini, i suoi concittadini e tutto il settore dell’accoglienza e dell’integrazione affinché, entro i 12 mesi di Fis concessi agli ex lavoratori, si trovi una soluzione che rispetti la professionalità e la dignità delle persone. Massima attenzione è rivolta a Castelnuovo di Porto che, di colpo, si trova ad affrontare l’emergenza sociale di 50 famiglie del posto, le famiglie di chi da un giorno all’altro si è ritrovato per strada”.

“In Commissione – ribadisce la consigliera del PD – manterrò alta l’attenzione rispetto ad una crisi di sistema che, a causa di un decreto sicurezza che spazza via l’intero sistema dell’accoglienza, provocherà presto – a cascata – tanti altri casi come quello di Castelnuovo di Porto, con la chiusura di Cas e Sprar che, solo nel Lazio, metteranno in mezzo alla strada circa 2500/3000 lavoratori, oltre 30.000 in tutta Italia. Il Ministero deve fare la propria parte sul tema del lavoro, del salario e della ricollocazione dei lavoratori”.  

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