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Il 1° Maggio l’Italia sarà il paese Ue con il prezzo più alto per il carburante

Manca poco alla scadenza del taglio temporaneo delle accise sul carburante del Governo. Il

Manca poco alla scadenza del taglio temporaneo delle accise sul carburante del Governo. Il taglio, quantificabile in 0,244 euro su benzina e gasolio, qualora sparisse di colpo potrebbe far lievitare il costo del gasolio ad oltre 2,30 euro per litro.

Costo del carburante. Un primato tutto italiano, che sarà difficile gestire. Sebbene si parli di una nuova manovrina, Il Ministro dell’Economia Giorgetti ha definito difficile la situazione, un ulteriore taglio infatti avrebbe un costo per lo stato davvero salato.

carburante

Ad oggi il costo medio per un litro di benzina è di 1,76 euro per litro, mentre il diesel si attesta a 2,06 euro per litro; il costo ovviamente è più alto nella media sulle autostrade dove può lievitare dai 5 ai 10 centesimi.

Con il taglio effettuato dal governo Meloni, i prezzi sono nella media europea, o quasi. La Commissione europea ad Aprile ha infatti calcolato una media di 1,83 euro per litro per la benzina e di 2,00 euro per litro il costo del gasolio.

Venendo a noi, di quanto potrebbe aumentare il costo del carburante dal 1° Maggio? Visto che le accise incidono direttamente sul costo finale ed hanno effetto immediato, il costo della benzina potrebbe arrivare a 1,98 euro per litro, ma a far paura è quello del gasolio, che potrebbe davvero divenire il più alto d’Europa con una stima di 2,30 euro per litro. Un costo che fino ad oggi non è stato registrato in nessun altro paese europeo, il più alto è stato raggiunto nei Paesi Bassi con 2,29 euro per litro (c’è da considerare ovviamente l’impatto sulle famiglie e il potere di acquisto delle famiglie olandesi e lussemburghesi).

L’Italia potrebbe quindi raggiungere il prezzo più alto della Comunità, ora non possiamo che attendere per vedere le ulteriori mosse del governo, sebbene a detta degli economisti, un taglio ulteriore potrebbe gravare sulle casse dello stato in maniera piuttosto considerevole ed allevierebbe (di poco) la pressione sulle famiglie italiane già messe a dura prova dal rialzo dei prezzi dei generi alimentari e dell’energia.

 

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