Arrestato un imprenditore italiano, è accusato di trasferimento illecito di ingenti capitali verso l’estero: attraverso un articolato sistema di frode fiscale avrebbe trasferito oltre 32 milioni di euro a soggetti esteri, in gran parte in Cina, senza alcuna giustificazione economica e non supportati da documentazione fiscale o doganale.

Il provvedimento, emesso dal Gip di Velletri su richiesta della Procura della Repubblica, rappresenta il primo esito di una complessa attività investigativa condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Colleferro, avviata nel luglio 2023 a seguito di verifiche fiscali su due società formalmente attive nel commercio al dettaglio di abbigliamento per adulti.
Il meccanismo ricostruito dai finanzieri era piuttosto semplice, sebbene molto efficace. Le società emettevano fatture per operazioni mai eseguite; lo stratagemma veniva utilizzato da da alcuni imprenditori di nazionalità cinese operanti in Italia per giustificare pagamenti relativi a merci mai acquistate.
L’incrocio dei dati bancari con quelli doganali ha fatto emergere la frode: a fronte di milioni di euro inviati, nessun container, nessuna spedizione, nessun passaggio in dogana. Solo denaro che spariva dai circuiti tracciabili.I numeri del denaro movimentato sono davvero imponenti: attraverso una delle due società, l’uomo avrebbe inviato 12,6 milioni di euro all’estero, mentre attraverso altre due aziende, riconducibili alla stessa persona, sono ben 20 i milioni di euro che hanno preso il volo per la Cina.

