Attualità, Castelli Romani, Ultimi articoli

I Castelli Romani uniti per il sogno di “Capitale della Cultura 2029”

I Castelli Romani lanciano ufficialmente la sfida per il titolo di Capitale Italiana della

I Castelli Romani lanciano ufficialmente la sfida per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029. Nella prestigiosa cornice di Palazzo Chigi in Ariccia si è tenuto l’incontro “Molte voci, una sola candidatura”, l’evento chiave che ha sancito la nascita formale del Comitato d’onore a sostegno del dossier “Castelli Romani Castelli Domani”.

L’iniziativa testimonia una mobilitazione senza precedenti che unisce istituzioni, scienziati, artisti e cittadini attorno a un’unica visione strategica e unitaria del territorio.
Il Comitato d’onore riunisce ben 34 personalità di rilievo nazionale e internazionale pronte a promuovere la candidatura. Tra i nomi spiccano l’attore Flavio Insinna, il quale ha ricordato che “la cultura è soprattutto ciò che siamo capaci di creare insieme”, la madrina Gabriella Carlucci, che ha proposto un gemellaggio culturale tra il Tuscolo e Maiorca, oltre alla conduttrice Lorena Bianchetti, lo scrittore Aurelio Picca, l’attore Gabriele Lavia, il musicista Vittorio Nocenzi e lo scienziata Premio Nobel Giorgio Parisi.
La forza della proposta, come emerso nel dibattito moderato da Massimiliano Tommasi, risiede nella cooperazione consolidata del Consorzio Sistema Castelli Romani, un ente che unisce 17 Comuni e che nel 2027 compirà trent’anni. “Quel che ci rende forti è l’abitudine a fare percorsi comuni”, ha evidenziato il presidente del Consorzio, Giuseppe De Righi, ricordando la prossima tappa decisiva del 16 dicembre, giorno in cui il Ministero della Cultura individuerà le 10 città finaliste.
Il progetto punta a valorizzare non solo lo straordinario patrimonio artistico e paesaggistico (l’architetto Francesco Petrucci ha definito la candidatura il primo vero piano culturale unitario della zona), ma anche il suo indotto turistico, forte degli oltre 500mila pernottamenti registrati dalla DMO nel 2025. Centrale è anche la vocazione scientifica dei Colli Albani, asse ribadito dagli interventi di Paola Gianotti (Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN) e Fabrizio Garzione (Centro ENEA).
La mattinata ha visto un’ampia partecipazione istituzionale, con la presenza dei sindaci Stefano Cecchi (Marino) e Fausto Giuliani (Colonna), della consigliera regionale Edy Palazzi, della consigliera metropolitana Marta Elisa Bevilacqua e dei vertici della ASL Roma 6. Unanime il coro dei rappresentanti del mondo dell’arte e della saggistica locale, tra cui l’antropologo Roberto Libera, il maestro infioratore Nando Gabbarini e lo scrittore Aldo Onorati. La sfida entra ora nella fase operativa: estendere il coinvolgimento a scuole, associazioni e imprese creative per dimostrare alle audizioni ministeriali che i Castelli Romani non sono solo una meta di prossimità, ma un autentico polo generatore di innovazione e bellezza.

Lascia un commento