I sindaci e gli amministratori locali dei Comuni di Valmontone, Zagarolo, Labico, Colleferro, Gavignano, Palestrina, Montelanico, Artena e Castel San Pietro Romano hanno unito le forze per scendere in campo al fianco dei lavoratori della terra.
Protesta agricoltori. Accompagnati dal vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale, Pierluigi Sanna, i rappresentanti istituzionali si sono recati personalmente presso il casello autostradale della A1 di Valmontone per portare la solidarietà e il sostegno concreto delle istituzioni locali agli agricoltori, impegnati ormai da diversi giorni in un presidio fisso di protesta per rivendicare i propri diritti e chiedere tutele per il comparto.
La visita al presidio autostradale ha rappresentato un momento fondamentale di ascolto, dialogo e confronto diretto tra le fasce tricolori e i lavoratori della terra.
Durante l’incontro, gli amministratori hanno raccolto le principali istanze, i disagi e le preoccupazioni di un settore strategico che si trova ad affrontare una crisi senza precedenti. Tutte le richieste emerse dal tavolo di confronto non rimarranno isolate, ma saranno formalizzate all’interno di un ordine del giorno unitario.
Questo documento programmatico verrà successivamente condiviso, discusso e votato all’interno di ciascun Consiglio comunale del territorio, con l’obiettivo prioritario di portare la voce del quadrante sud della provincia romana all’attenzione delle istituzioni sovraordinate competenti, in primo luogo la Regione Lazio e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Il tavolo di confronto ha permesso di sviscerare i nodi più delicati e urgenti che stanno progressivamente soffocando le aziende agricole locali.
Tra i temi centrali affrontati nel corso della giornata spicca il continuo e insostenibile aumento del costo del gasolio agricolo, una voce di spesa che incide pesantemente sui bilanci aziendali e che riduce drasticamente i margini di guadagno dei produttori. A questo si aggiungono le pesanti criticità burocratiche e operative legate alla gestione e allo smaltimento del letame e delle carcasse animali, adempimenti complessi che appesantiscono l’attività quotidiana delle stalle e dei canali di allevamento.
Un altro grido d’allarme ha riguardato i danni ingenti causati al raccolto e alle infrastrutture sia dalle frequenti calamità naturali dovute al cambiamento climatico, sia dall’incontrollata proliferazione della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, che devastano i campi coltivati senza che vi siano indennizzi rapidi ed efficaci.
Davanti a questo scenario, gli agricoltori e i sindaci hanno ribadito con forza la necessità immediata di maggiori investimenti pubblici e fondi strutturali a sostegno del credito e delle imprese agricole.
Infine, è stata sottolineata l’urgenza di attuare politiche volte a una più equa e bilanciata distribuzione del valore economico lungo l’intera filiera agroalimentare, per evitare che la grande distribuzione svilisca il lavoro dei campi pagando i prodotti a prezzi inferiori ai costi di produzione.
L’agricoltura, è stato ricordato da tutti i presenti, non è semplicemente un settore economico, ma rappresenta una risorsa strategica vitale per l’economia, l’occupazione e la salvaguardia stessa del paesaggio e dell’ambiente.
Nel territorio della provincia di Roma, moltissime aziende agricole custodiscono una straordinaria storia familiare che attraversa intere generazioni, tramandando tradizioni, identità e prodotti d’eccellenza.
È proprio per proteggere questo immenso patrimonio umano e produttivo che le amministrazioni comunali hanno scelto di fare fronte comune, superando i confini territoriali per sostenere le richieste legittime di chi, ogni giorno con fatica, garantisce produzioni alimentari di altissima qualità e presidia attivamente le nostre campagne dall’abbandono. Il territorio si è dimostrato unito e compatto, ponendosi stabilmente dalla parte dei propri agricoltori per dare massima forza istituzionale alle loro istanze e per impegnarsi nella costruzione di risposte serie, rapide e soprattutto concrete per garantire la sopravvivenza e il futuro dell’intero settore primario.







