Giro di vite contro la criminalità giovanile, la malamovida e l’illegalità diffusa nel quadrante sud-est della provincia di Roma. Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Colleferro, coordinati dal dirigente dott. Antonio Mazza, hanno messo a segno una serie di importanti operazioni sul territorio, che hanno portato all’arresto di un minorenne e al deferimento di due persone.

Il risultato di maggior rilievo riguarda il contrasto alla devianza minorile. Nella giornata di oggi, 23 ottobre, la Squadra Investigativa e le Volanti hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in istituto penale minorile nei confronti di un giovane del posto.
Il ragazzo era rimasto coinvolto in un grave episodio avvenuto in piazza Nassiriya a Colleferro, culminato nella fuga a bordo di un motociclo risultato rubato. Le indagini, condotte in stretto raccordo con la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, hanno permesso di rintracciare il giovane all’interno di una comunità terapeutica a Veroli, in provincia di Frosinone.
Dopo la notifica del provvedimento, i poliziotti lo hanno scortato presso il centro di detenzione minorile della Capitale.
Sul fronte della sicurezza urbana e del decoro, la Squadra Amministrativa ha avviato capillari verifiche per garantire il rispetto della nuova ordinanza comunale anti-malamovida. Il provvedimento impone severe restrizioni alla vendita di alcolici dalle ore 20:00 alle ore 06:00 (anticipate alle 16:00 per le bevande refrigerate) in zone calde come corso Turati, via Latina e via Di Vittorio. Durante i pattugliamenti, un minimarket del centro cittadino è stato sanzionato per violazioni amministrative con una multa complessiva di ben 4.500 euro.
Sempre a Colleferro, l’intuizione degli agenti delle Volanti ha permesso di scoprire un insolito reato documentale. Un uomo si era presentato presso alcuni uffici pubblici esibendo una carta d’identità elettronica. L’occhio esperto dei poliziotti ha però notato una impercettibile anomalia: dal documento era stato rimosso chirurgicamente il microchip centrale, elemento fondamentale per la verifica digitale dell’autenticità. La carta d’identità manomessa è stata sequestrata e l’uomo è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria.
Infine, l’attività investigativa si è estesa al vicino comune di Valmontone. Una pattuglia in borghese della Squadra Investigativa ha intimato l’alt a un’autovettura sospetta.
Il conducente, anziché fermarsi, ha pigiato sull’acceleratore fuggendo a folle velocità tra le vie cittadine. Per non mettere a repentaglio l’incolumità dei pedoni e degli altri automobilisti, gli agenti hanno saggiamente interrotto l’inseguimento su strada.
Tuttavia, grazie alla profonda conoscenza del territorio e dei soggetti d’interesse operativo, i poliziotti sono riusciti a riconoscere visivamente il fuggitivo.
L’uomo, pur essendo riuscito a dileguarsi nell’immediatezza, è stato identificato e deferito in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale
