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Fingevano di essere sacerdoti e funzionari dello Ior per truffare le vittime

Truffavano le vittime promettendo appalti milionari per la ristrutturazione di edifici rel

Truffavano le vittime promettendo appalti milionari per la ristrutturazione di edifici religiosi, poi spartivano il bottino a Centocelle. Colpi a Roma, ma anche a Marino, Ariccia e Rocca di Papa.

Fingevano di essere sacerdoti. Si presentavano alle vittime vestiti da sacerdoti, dicevano loro di essere alti funzionari del Vicarieto di Roma o dello Ior, la banca vaticana e promettevano finanziamenti a tasso zero e appalti milionari per la ristrutturazione di complessi religiosi. Di ritorno chiedevano ingenti somme di denaro, passate quasi sempre come “offerte benefiche alla Chiesa” oppure come denaro utile alle spese per le fideiussioni bancarie.

Sfruttando le conoscenze in ambito immobiliare, facevano ricerche preliminari sui beni immobili per agganciare le vittime, scelte appositamente nel contesto degli imprenditori dell’edilizia, delle strutture commerciali e ricettive.

Poi indossavano camicie e colletti da sacerdoti, e davano il via alla messinscena. Promettevano finanziamenti, appalti dal valore di milioni di euro e in cambio chiedevano somme di denaro contante, sempre coperte come “offerte alla Chiesa” o come “spese vive per le fideiussioni”. A volte promettevano alle vittime di introdurle negli ambienti dello Ior e del Vicariato di Roma a San Giovanni, tanto per dare un tono di professionalità e credibilità al raggiro degno di un film di Totò.

A volte optavano anche delle varianti, spacciandosi per magnati del petrolio o notai, puntando le loro attenzioni su hotel di lusso si accreditavano come mediatori di fondi lussemburghesi e petrolieri russi e firmavano contratti preliminari davanti ai finti notai, millantando protezioni “dall’alto”, politiche o di forti imprenditori russi. Offrivano cifre ben al di là del valore reale degli immobili ma pretendevano il pagamento in contanti per le commissioni e per l’intermediazione a loro affidata.

L’organizzazione ha cercato di raggirare anche un imprenditore straniero attraverso la truffa del “liquido nero”, ovvero la promessa di triplicare una somma di 100mila euro attraverso un presunto processo chimico di impressione delle banconote vere su figli bianchi. Il piano prevedeva che durante l’operazione, irrompessero altri complici travestiti da Carabinieri, dotati di tutto, armi, manette e radio, al fine di rubare il contante e intimidire la vittima e portarlo a non sporgere denuncia.

I Carabinieri hanno arrestato tre uomini, tra i 53 e 57 anni, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, sostituzione di persona, tentati furti e falsificazione di atti.

I colpi, messi a segno tra gennaio 2023 e la fine del 2024 che hanno avuto un potenziale economico di 12,5 milioni di euro, sono stati eseguiti tra Roma e Provincia, ma episodi sono stati accertati anche fuori regione. I tre progettavano i colpi e spartivano le quote una volta messi a segno dentro a bar o tavole calde nel quartiere di Centocelle.

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati furgoni, armi, mazzette di banconote, manette, tesserini contraffatti, spille con lo stemma del Vaticano e vestiti da sacerdote.

 

 

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