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A Ciampino precetto “abusivo” nelle mense per la Quaresima

Fa discutere la scelta del Comune di Ciampino di istituire un menu quaresimale nelle scuol

Fa discutere la scelta del Comune di Ciampino di istituire un menu quaresimale nelle scuole. Oltre a questioni legate alla laicità della scuola, la decisione appare fuori luogo in quanto secondo la Chiesa cattolica l’astinenza dalla carne parte dai 14 anni, ovvero ben oltre la scuola dell’obbligo.

Emanuela Colella

Con una comunicazione breve ed essenziale, il Comune di Ciampino – tramite la società municipalizzata Asp – ha informato i cittadini che, per il periodo quaresimale, dal menù delle mense scolastiche è stata esclusa la carne il venerdì, «nel rispetto del precetto religioso cattolico». Una scelta dal sapore qualunquista che vede la sindaca Emanuela Colella scimmiottare quella “donna, madre e cattolica” che piace tanto alla destra italiana.

L’avviso diffuso dall’amministrazione comunale parla chiaro. Da questa settimana, e fino a Pasqua, le giornate alimentari sono state rimodulate affinché il venerdì non venga somministrata carne, con l’inversione dei menù tra giovedì e venerdì e una variazione specifica nella quarta settimana, quando la pasta all’amatriciana sarà sostituita da un piatto alla marinara. Una modifica apparentemente marginale che assume, però, un significato ben più ampio nel momento in cui viene motivata esplicitamente con il rispetto di un precetto religioso.

A Ciampino, come in gran parte dei comuni italiani, la Quaresima, con le sue consuetudini alimentari legate al cattolicesimo, fa parte del patrimonio storico e sociale del Paese. Tuttavia, la scuola pubblica – e con essa i servizi connessi, come la mensa – è per definizione uno spazio laico, chiamato a rispondere ad una comunità sempre più plurale per origini, fedi e sensibilità.

Ed è proprio qui che nasce la questione. Se da un lato l’assenza di carne il venerdì non comporta danni nutrizionali rispetto ai criteri di una dieta equilibrata, dall’altro la motivazione addotta dal Comune appare divisiva, oltre che qualunquista.

Non si tratta, infatti, di una scelta legata a ragioni sanitarie, ambientali o organizzative, ma di un richiamo diretto a un precetto confessionale specifico che, tra l’altro, è anche inesistente. Secondo il Codice di diritto canonico, infatti, al canone 1252 precisa che «Alla legge dell’astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto il 14° anno di età; alla legge del digiuno, invece, tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato». Sono quindi esclusi i bambini e le bambine delle scuole primaria e secondaria di primo grado, in quanto sotto i 14 anni. E questo si commenta da solo!

Va comunque detto che, in un contesto multiculturale, il confine tra tradizione e imposizione può diventare sottile. Famiglie di diversa fede – o semplicemente non credenti – potrebbero percepire la decisione come un segnale di scarsa attenzione al principio di neutralità dello Stato. Un principio che non nega la storia e l’identità del Paese, ma chiede alle istituzioni di non assumere come proprie le regole di una sola religione.

La comunicazione del Comune di Ciampino non annuncia una variazione di menù legata a ragioni di equilibrio alimentare o sostenibilità, che l’avrebbe resa neutra e inclusiva, ma impone una regola (presunta, visto che non è vera!) cattolica, richiamando in modo esplicito il precetto religioso.

In questa ridicola contesa, tra destra e sinistra, sul piano dei valori e della fede ci si chiede come possano le amministrazioni locali tenere insieme il rispetto delle tradizioni e la necessaria laicità delle istituzioni. Di sicuro bisogna fare attenzione ad includere, anziché escludere, e – anche nella comunicazione – imparare ad usare un linguaggio che si rivolga a tutta la comunità, senza distinzione di fede.

In gioco non c’è un piatto di pasta all’amatriciana o alla marinara nel mese della Pasqua ma il modo in cui la Pubblica amministrazione interpreta il proprio ruolo in una società che cambia. E’ per questo che, anche dalle mense scolastiche, che sono luoghi quotidiani apparentemente neutri, può emergere il segno di questa trasformazione.

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