Per gli inquirenti avrebbe richiesto assunzioni in cambio di provvedimenti istituzionali favorevoli.
Enrico Tiero, ribattezzato “fratò” è accusato di corruzione, poiché – secondo gli inquirenti – “incline all’asservimento delle sue funzioni agli interessi di terzi”. Nei prossimi giorni verrà ascoltato dal Gip e potrà offrire la propria versione ai fatti contestati, ma già nelle scorse ore alla Pisana è scoppiata la bomba: il Consiglio valuta la sua decadenza ed il subentro di Emanuela Zappone (oggi al Parco del Circeo) al suo posto.

Ma la paura è che lo scandalo si allarghi. Secondo il Corriere della Sera, sarebbe sotto osservazione anche l’assessore alla mobilità ed ai rifiuti Fabrizio Ghera. Sono indagati anche il direttore amministrativo dell’ICOT, Roberto Ciceroni, Maurizio Marasca, amministratore della Madimar, che controlla alcuni Conad a Latina, gli imprenditori Leonardo Valle e Francesco Traversa del gruppo Cosmari (si occupano di trattamento dei rifiuti) e Leonardo Morabito portatore di rilevanti interessi commerciali nell’ambito delle forniture per mense degli ospedali della regione.
Diversi gli episodi che hanno portato gli specialisti del PEF della Finanza e gli uomini del Nucleo Investigativo dei Carabinieri ad indagare a fondo; l’inchiesta portata avanti dai PM di Latina, Antonio Sgarrella e Marina Taglione ha portato alla luce l’assunzione della figlia di Tiero presso l’ICOT di Latina, Alessandra Tiero: la ragazza verrà definita “poco operosa”, per le sue assenze e la poca propensione al lavoro.
Il reclutamento di Manuel Di Raimo, in cambio di favori a Francesco Traversa, che tenta la scalata nel mondo del trattamento dei rifiuti a livello regionale; l’assunzione di Federico Giovanni Zambino, parente dell’uomo delle tessere elettorali di FdI, Salvatore Amoriello (non indagato); i 6000 euro ricevuti da Leonardo Morabito designerebbero anche situazioni di corruzione più classiche.
Il reato di “abuso di ufficio”, legato all’aiuto ai due amici per vincere un concorso, invece, non troverebbe spazio nell’inchiesta, poiché abrogato come reato dalla maggioranza in parlamento lo scorso anno.

