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Sos Palaiaia: la storia senza fine nel silenzio della Caporale

Basket
Credit: Pallacanestro Palestrina

Il basket resta a Valmontone mentre i lavori al Palaiaia latitano e la commissaria non informa i cittadini.

di Massimo Sbardella

Sono trascorsi mesi, ormai, da quando il Palaiaia è stato chiuso e la Pallacanestro Palestrina costretta ad emigrare a Valmontone. L’impianto, da verifiche della commissaria prefettizia Enza Caporale e del dirigente tecnico, Stefano Onori, era risultato privo di alcune certificazioni avviando, per questo, un iter di sistemazione e messa a norma.

Stanziati 280 mila euro: ma tutto è fermo

Subito dopo l’estate, mentre i ragazzini del basket si allenavano all’aperto e la prima squadra si trasferiva a Valmontone, la commissaria Caporale fece una variazione di bilancio stanziando circa 280 mila. Due diversi interventi avrebbero consentito di sistemare prima il campo, per riprendere con i più piccoli, e poi spogliatoi e tribune per riportare il basket a Palestrina. La speranza, da parte degli appassionati e dei genitori dei piccoli cestisti, era che tutto si potesse concludere entro la primavera (per il campo addirittura a gennaio).

Il Palaiaia diventa un deposito per sale antigelo

Ad oggi, purtroppo, non solo non si vede la fine di quei lavori ma, probabilmente, neanche l’inizio. Operai al Palaiaia non se ne vedono e, anzi, pare che la struttura venga utilizzata come deposito per il sale da spargere sulle strade (qualora dovesse arrivare l’inverno!).

Lievitano i preventivi: una messa a norma costa più di un palazzetto nuovo?

A differenza della politica, che molte volte finisce per impantanarsi, stavolta la speranza era riposta nella gestione commissariale dell’Ente, almeno (e solo) sulla carta più rapida e snella. Speranza vana visto che anche la commissaria Enza Caporale si ritrova, dopo mesi, a non dare risposte agli appassionati di basket. Anzi, da indiscrezioni, sembrerebbe che la situazione si sia ulteriormente complicata e i 280 mila euro stanziati non basterebbero. Si parla di cifre che superano i 600 mila euro, uno sproposito visto che – di norma – un Comune riesce a realizzare un palazzetto “chiavi in mano” con circa 400 mila euro.

Il Comune spende 15 mila euro per una comunicazione che non comunica

La commissaria Enza Caporale

Tutto fermo, quindi, e tutti zitti. Nonostante la Commissaria Enza Caporale stia spendendo oltre 15 mila euro per 9 mesi di comunicazione istituzionale, pare curioso che – al di là di qualche post su Facebook e qualche bella foto in posa con la fascia – il Comune di Palestrina nulla comunichi delle cose che interessano la città e i cittadini. Nulla da dire, quindi, sul palazzetto dello sport e nulla da dire sul palaverde (ugualmente chiuso). Nulla da dire neanche sulla totale anarchia che vige nei parcheggi e nella viabilità davanti al museo archeologico. E nulla da dire sulla gravissima ordinanza che impedisce l’uso dell’acqua potabile a tutte le case della 167 e le attività del Pip. Tutti temi su cui sarebbe importante sapere, prima ancora che vedere commissari e vice commissari in ghingheri per sfilare dietro al gonfalone. (PS. sempre più sporco e misteriosamente privo da oltre un anno della medaglia d’argento al valor civile).

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