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Cronaca

Palestrina, scala mobile chiusa da un mese. Accesso al centro storico impegnativo

Con la scala mobile della ex stazione di via della Martuccia chiusa da un mese, accedere al centro storico di Palestrina è diventato particolarmente impegnativo.

A lamentare le conseguenze dell’ennesimo guasto all’impianto sono, in particolare, residenti ed operatori uniti alle mamme che devono portare i figli a scuola al Mameli. 

A fermare la scala, per l’ennesima volta, è stato un guasto all’impianto elettrico la cui riparazione costerebbe circa 5 mila euro. Soldi che si andrebbero ad aggiungere agli oltre 80 mila euro, spesi dall’inizio dell’anno tra guardiania, parcella per il tecnico della sicurezza, consumi e manutenzioni. Un costo di esercizio particolarmente elevato in quanto la scala, realizzata agli inizi del 2000, sarebbe del tipo “Schindler” ma di origine cinese (insomma una copia con gli occhi a mandorla). Il che comporta spese elevate, sia nel reperimento dei pezzi di ricambio, in caso di guasto, sia nella complessa gestione della manutenzione per la mancanza di alcuni requisiti tecnici in uso nell’Ue.  

 “Abbiamo constatato – afferma il sindaco Mario Moretti – che il costo di esercizio di questo impianto è, da 15 anni, pressoché costante e si aggira sui 100 mila euro l’anno. Una cifra che riteniamo davvero esagerata, per una comunità come quella di Palestrina, anche perché nel vicino parcheggio multipiano è già prevista la realizzazione di un ascensore, accessibile anche a disabili e mamme con i passeggini, per collegare il piazzale della stazione con Porta del Sole. Costruire l’ascensore, in pratica, ha circa lo stesso costo di un anno di manutenzione”.

“Ovvio – precisa Moretti – che nel frattempo dobbiamo garantire ai cittadini di parcheggiare alla ex stazione e raggiungere il centro in modo rapido e semplice. La soluzione è imminente visto che, già nei prossimi giorni, verrà attivata una navetta gratuita per tutti che collegherà parcheggio e centro storico, senza soluzione di continuità”. 


A quanto pare, infatti, l’Amministrazione comunale ha incontrato il gestore del servizio di trasporto pubblico locale per riesaminare la ripartizione del chilometraggio autorizzato sulle diverse linee e trovare margini per istituire un servizio a costo zero sia per i cittadini che per l’Amministrazione comunale. 


Intanto, da più parti, arriva lo sprone a fare presto. “La scala mobile chiusa – spiega un operatore del centro – non provoca disagi soltanto a chi lavora o a chi ci abita, ma è anche un problema sociale: vale la pena ricordare che in corso Pierluigi si trova il centro anziani e, se costretti a lasciare la macchina al parcheggio e salire fin qui a piedi, in tanti finiscono per rinunciare e restare a casa”. 


Sull’idea di abbandonare definitivamente la scala mobile, da sostituire con la navetta in attesa dell’ascensore, la cittadinanza si divide. Se per alcuni “il Comune dovrebbe continuare a garantire il servizio e affrettare la realizzazione di un’alternativa”, altri evidenziano che “non solo trovarla aperta era un’incognita, per i continui guasti, ma negli anni ha provocato anche diverse cadute, a causa dei frequenti strappi nel trascinamento”. 

di Massimo Sbardella


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