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Palestrina, chiusa casa di riposo. Sopralluogo del Nas e della Asl. La proprietà: “L’iter amministrativo è in corso”. Lo speciale

A seguito di un esposto il Nas trova più ospiti di quelli autorizzati. Il successivo sopralluogo della ASL stabilisce la mancanza delle disposizioni anti Covid. Il Sindaco di Palestrina ordina la chiusura della struttura priva di autorizzazioni, mentre resta aperta quella regolare. La cronistoria degli eventi, i documenti, la nostra visita alla struttura e le dichiarazioni della proprietà.

di Matteo Palamidesse

Le autorizzazioni. La storia inizia a dicembre. Il Nas di Roma sta effettuando, su mandato del Ministero, una serie di controlli presso le case di riposo e alloggi per anziani della provincia. A seguito di un esposto fa un sopralluogo anche presso un alloggio per anziani di Palestrina. Gli uomini dell’Arma, nel corso del sopralluogo, hanno accertato la presenza di 17 ospiti, nonostante l’autorizzazione rilasciata alla proprietà (la 11626 del 02/08/2017) indicasse un’accoglienza massima di 12 unità.

Così come hanno potuto accertare l’esistenza di una seconda struttura, adiacente alla prima (sono nello stesso stabile), denominata “Villa Bruna”. Di tale “Villa Bruna”, però, agli atti depositati presso il Comune di Palestrina non vi è traccia, non si ha notizia e non è questo giornale a dirlo, bensì il verbale dell’esito dei sopralluoghi redatto dagli uomini del Servizio Igiene e Sanità Pubblica della Asl n.245, che in data 3 dicembre, scrivono “che gli altri 7 anziani sono ospitati in un’altra struttura, priva di regolare autorizzazione comunale, sita nei piani superiori dello stesso immobile e con accesso al civico 23: questi ultimi 7 risultano tutti positivi al Covid-19”.

Stralcio del verbale della Asl del 3 Dicembre

Abbiamo cercato di capirne di più e, in merito all’autorizzazione, abbiamo chiesto informazioni direttamente alla proprietà che ha affermato che l’errore commesso è stato quello di aver trasferito a Palestrina alcuni ospiti che risiedevano in un’altra struttura, a causa dell’emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19.

I decessi. Nell’alloggio erano presenti anziani con una o più patologie ma rigettano qualsiasi riferimento a “focolai” o a “mancata prevenzione” in merito al virus. Come in tutte le comunità per anziani del mondo, infatti, il Covid è risultato un pericolo che, in alcuni casi, non si è potuto evitare. In altri casi, ci confermano, “alcuni anziani avevano patologie pregresse, pur non essendosi mai ammalati di Covid-19. Una cosa è certa: appena saputo della prima positività al Covid-19 siamo stati noi stessi a comunicare la situazione all’Uscar della Asl Rm5 “– come conferma la comunicazione che ci viene mostrata, datata 11 Novembre 2020″.

La comunicazione inviata dalla struttura alla Asl per segnalare i casi Covid-19

“Si, è stato un errore aver trasferito alcuni ospiti in questa struttura – afferma la titolare – ma abbiamo sempre rispettato le norme anti-covid prescritte, abbiamo fatto mesi interi chiusi dentro per non mettere a rischio i nostri anziani. Nessuno mai potrà obiettare la serietà con la quale operiamo o la tensione emotiva di quei mesi, la paura di perdere le persone e poi, se guardiamo bene, come è possibile autorizzare un alloggio per anziani in strutture private, anche appartamenti -e questo non sono io a dirlo ma la legge- e poi appellarsi a richieste strutturali come quelle previste per il Covid?“.

In effetti il verbale della Asl, oltre ad identificare più ospiti di quelli ammessi, ha evidenziato alcune criticità. “In entrambe le strutture – si legge nel rapporto – si è potuto constatare che le indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-Cov-2 […] non sono rispettate pienamente in più punti, in particolare modo nella sezione “Preparazione della struttura e gestione dei casi sospetti o probabili/confermati”. Cosa vuol dire? Andiamo più a fondo.

La Asl. La Asl annota che, seppur gli anziani siano divisi tra positivi e negativi, “nella struttura non sono identificate stanze di isolamento singole con bagno dedicato bensì camere doppie e il bagno dedicato per i positivi è nel corridoio”. Aggiunge che “non sono identificate aree di isolamento ben visibili e/o delimitate per i residenti sani o negativi” e che “non sono individuati percorsi o aree per evitare qualsiasi promiscuità”.

Qual’è il nodo? La legge permette di ubicare le comunità alloggio per anziani in case di civile abitazione, in normali edifici di uso abitativo, purché si rispettino i requisiti previsti per le strutture di civile abitazione dalla normativa vigente. “Tale normativa stride, però, con le indicazioni stringenti in materia di Covid-19, che pretendono entrate ed uscite separate, la segnalazione dei percorsi, aree dedicate, bagni singoli ecc ecc – ci viene detto – Sfidiamo a trovare un alloggio in linea al 100% con le indicazioni date dall’istituto Superiore di Sanità”.

Un articolo della legislazione sugli alloggi per gli anziani

L’ordinanza del Sindaco Mario Moretti. Ma torniamo a noi. Il verbale, redatto in data 3 dicembre, viene inviato con nota n.247 del 7 dicembre al Sindaco di Palestrina il 9 Dicembre, ben sei giorni dopo, con la richiesta di provvedere ad emettere immediati provvedimenti volti ad eliminare i gravi inconvenienti segnalati”.

Stralcio della comunicazione a cui viene allegato il verbale del sopralluogo inviata al Comune di Palestrina

Un fatto che ha disorientato anche il Sindaco che la mattina del 10 ha subito emesso un’ordinanza sindacale – la n.141- ordinando “l’immediata chiusura della Comunità alloggio per anziani […] poiché priva della prescritta autorizzazione. […] entro un termine perentorio di 5 giorni” e comunicato alle autorità competenti i provvedimenti adottati.

L’ordinanza 141 pubblicata dall’amministrazione comunale di Palestrina il 10/12/2020
La comunicazione inviata dall’Amministrazione comunale di Palestrina inviata al Nas, alla Asl ed al Comando Stazione Carabinieri di San Cesareo.

Le reazioni. La Asl e i proprietari si sono attivati alla ricerca di sistemazioni idonee per il trasferimento degli ospiti in sovrannumero e al ripristino delle condizioni igienico sanitarie e di prevenzione al Covid, così come comunicato in data 15 gennaio all’Amministrazione di Palestrina, dove si riferisce che in data 13 gennaio il Sisp (servizio igiene e sanità pubblica) della Asl Rm5 ha provveduto a fare il sopralluogo al termine del quale si è constatato che gli ospiti presenti sono 9 e che le criticità sono state superate. La struttura denominata “Villa Bruna” è stata totalmente sgomberata e i pazienti in surplus sono stati trasferiti in strutture idonee.

Le indagini. Una storia complicata, dove siamo venuti a conoscenza anche di denunce e indagini in atto da parte delle autorità. Pur essendo stati contattati da alcuni familiari di ospiti, alcuni dei quali deceduti, che hanno presentato esposti e denunce su casi specifici e particolari, non possiamo esimerci dal rispettare i tempi degli inquirenti, rendendo onore a questa professione ricostruendo la verità dei fatti, attendendo però il responso della Giustizia.

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