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“Il Vulcano Laziale: le origini”. Parco dei Castelli Romani

Il vulcano laziale

Il vulcano laziale

Venerdì 16 febbraio alle ore 15.00, si svolgerà presso l’Aula consiliare del comune di Marino, il convegno “Il Vulcano Laziale: le origini”, organizzato dal Parco regionale dei Castelli Romani, in collaborazione con l’Ordine dei Geologi del Lazio.

Il vulcano Laziale. L’iniziativa rientra nell’ambito del programma di eventi previsti per il quarantennale del Parco. Per visionare il programma del convegno è possibile scaricare la locandina allegata.

La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la prenotazione al seguente link: https://bit.ly/prenotazioniconvegnovulcano

“L’area del Vulcano Laziale, oggi Colli Albani, ha una forma circolare (partendo da Albano, i bordi dell’antico cratere vulcanico formano un enorme cerchio che passa per Castel Gandolfo, Marino, Grottaferrata, Rocca Priora, Velletri e Genzano di Roma). Appartiene in buona parte alla rinomata zona dei Castelli Romani e vi si trovano ancor oggi rocce e materiali da costruzione tipici di una zona vulcanica che si estendono fino ad Ardea, Pomezia e parte di Aprilia.

Ad esempio il tufo (specie nella zona di Rocca di Papa, dov’è la piana dei Campi d’Annibale che costituisce il cratere ormai estinto del Vulcano), il peperino (soprattutto tra Marino ed Albano), la pozzolana (in particolare nella zona che discende verso Roma) e colate laviche massive da cui si estraggono i sanpietrini in questo caso a composizione fonolitica.

Inoltre la zona è famosa per i suoi vini D.O.C., tra i quali ricordiamo il Frascati, il Marino, il Lanuvio, il Velletri, benché coltivazioni vi siano anche a Grottaferrata e nel lato sud di Rocca di Papa. La bontà delle viti è dovuta proprio al tipo di suolo, vulcanico e ricco di sali minerali, che ha lasciato il Vulcano Laziale. È facile trovare sorgenti di acqua minerale nel cratere del vulcano, e sono note in particolare nella zona dei Pratoni del Vivaro, frazione di Rocca di Papa, dove il CONI ha stabilito la sede di un Centro Equestre di importanza nazionale.

L’intera zona è considerata a rischio sismico moderato”. 

Per saperne di più: CLICCA QUI

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