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L'editoriale

Caleidoscopio elettorale

Nel variopinto panorama politico prenestino, con destra e sinistra che si mischiano e si intrecciano, starebbe per sparire il giallo del M5S

di Massimo Sbardella

A venti giorni dalla presentazione delle liste il quadro elettorale per le amministrative inizia a delinearsi e, dalla fitta nebbia dei mesi scorsi, emerge uno scenario multiforme e variopinto. Come sempre, ma non è una grandissima novità, il centrodestra – che a Palestrina sbanca solo alle politiche salvo perdersi alle comunali – non ha un vero e proprio candidato.

Nessuno, infatti, ha trovato la convergenza di tutti i partiti di quell’area con Mario Moretti che, seppure lanciato dalla propria civica, grazie al sostegno della Lega ha rimediato la fetta più grande di quell’elettorato. Forza Italia sta ancora cercando casa, visto che chi deteneva il simbolo a Palestrina (conteso a lungo tra Massimo Guerrini e Marta Pestozzi) oggi siede al fianco di Manuel Magliocchetti ma, a quanto pare, quel simbolo non potrà usarlo mentre Fratelli d’Italia, che a Palestrina si chiama Claudio Rotondi (per cinque anni consigliere della lista del sindaco Rodolfo Lena), sembrerebbe finito nell’altra coalizione, che ancora non si presenta, con altri pezzi importanti di Partito Democratico. I tempi in cui Forza Italia, nello stesso giorno, prendeva 4000 voti alle Europee e 600 alle Amministrative non sembrano, in fondo, neanche cosi lontani.

A fare la differenza, al di là dei colori e delle bandierine, stavolta saranno le persone, i candidati, la credibilità di chi dovrà rivolgersi ai cittadini con proposte serie e concrete. Donne e uomini, insomma, prima ancora che simboli e colori.     

Sarà forse per questo che, viste le premesse, il Movimento 5 Stelle – che nel 2018 ha preso 4200 voti – starebbe addirittura pensando di non essere della partita? Perché? A quanto pare Andrea Saladino non vorrebbe “sprecare” a Palestrina quel “secondo mandato” tanto caro ai grillini. Hai visto mai ce scappasse il Quirinale.

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