Olimpiadi Rio: arrivederci a Tokyo 2020. Malagò: “Rimaniamo nella Top Ten, orgoglioso di essere italiano”

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Olimpiadi Rio: arrivederci a Tokyo 2020. Malagò: “Rimaniamo nella Top Ten, orgoglioso di essere italiano”
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Rio de Janeiro, 21 agosto 2016 XXXI Olimpiadi Rio 2016. Cerimonia di chiusura. Foto di Simone Ferraro / GMT

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Si conclude la XXXI Olimpiade dei giochi estivi con un’Italia che chiude al nono posto nel medagliere con 28 podi, stessa posizione delle ultime due edizioni ma con tre argenti in più.

La cerimonia di chiusura si è realizzata al Maracanà, nonostante il temporale che, comunque, non fa fermato la voglia di festeggiare. Una chiusura di sipario a ritmo di samba e fuochi d’artificio con Danilo Lupo a tenere alta la bandiera tricolore, prima di passare il testimone alla prossima edizione dei Giochi, tra quattro anni in Giappone.

Il passaggio formale della bandiera a cinque cerchi è avvenuto quando è stata consegnata al governatore di Tokyo, Yuriko Koike.

Un finale di Olimpiade che ci ha tenuti incollati allo schermo per la finale di Pallavolo maschile tra Italia e Brasile, finita 3-0 (25-22, 28-26, 26-24) per i padroni di casa, nonostante la grande prestazione degli azzurri.

“Credo che l’Italia abbia fatto una bella figura – ha dichiarato Giovanni Malagò, a Casa Italia – sono orgoglioso di essere non solo Presidente del CONI ma soprattutto un italiano.

Potevamo vincere qualche medaglia in più anche se le indicazioni alla vigilia erano più pessimistiche. Però le Olimpiadi sono queste: i quarti posti, 10 contro gli 8 di Londra, il programma penalizzante, le sfortunate coincidenze come quelle legate a Nibali e a Mangiacapre.

La giornata di chiusura è eloquente perché rappresenta lo specchio di quello che è la spedizione italiana a Rio, con l’imponderabile che fa la differenza. Ringrazio la Federciclismo, la Federginnastica, la FIJLKAM e la Federvolley protagoniste comunque delle ultime gare. Davanti all’Italia ci sono tutte nazioni che hanno più abitanti di noi, tranne la Corea.

Ho sofferto molto in questi 16 giorni, mi sono ammalato subito ma avevo il dovere di esserci sempre e comunque. Essere vicino agli atleti, tra loro. Ho provato un senso di fierezza ogni volta che ho sentito l’inno e visto sventolare il tricolore, per il significato rivestito e per tutte le persone che si sono prodigate per raggiungere questi straordinari risultati”.

Ha concluso dicendo: “Sono felice che tutti siano rimasti soddisfatti del servizio offerto agi atleti, merito del lavoro svolto dalla struttura guidata con dal Capo Missione Carlo Mornati, delle scelte operate per la preparazione e gli investimenti mirati profusi nella pianificazione. Si tratta di operazioni partite da lontano e che hanno visto sviluppare progetti con molte Federazioni, senza lasciare nulla al caso, con lungimiranza. Casa Italia è stato il nostro fiore all’occhiello, regalando un affettuoso abbraccio a chi ci ha seguito, costituendo un punto di riferimento insostituibile”.

Per coloro che avessero perso qualche evento del team azzurro, o avere maggiori informazioni sugli atleti che hanno partecipato, possono trovare tutto sul sito web http://www.rio2016.coni.it/it/

Olimpiadi Rio: arrivederci a Tokyo 2020. Malagò: “Rimaniamo nella Top Ten, orgoglioso di essere italiano” ultima modifica: 2016-08-23T11:17:21+00:00 da Luca Casale
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